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 2007  settembre 06 Giovedì calendario

Lettera Come spende Sviluppo Italia. Il Sole 24 Ore 6 settembre 2007. Caro direttore, il 3 settembre scorso leggo sul suo giornale la bella intervista di Mariano Maugeri al nuovo amministratore delegato di Sviluppo Italia, Domenico Arcuri

Lettera Come spende Sviluppo Italia. Il Sole 24 Ore 6 settembre 2007. Caro direttore, il 3 settembre scorso leggo sul suo giornale la bella intervista di Mariano Maugeri al nuovo amministratore delegato di Sviluppo Italia, Domenico Arcuri. Rimettere Sviluppo Italia sui suoi binari credo sia oggi una operazione molto complessa, ma non impossibile se affidata a uomini capaci e determinati. Come giustamente dice Maugeri, il tempo ci dirà se Arcuri è l’uomo giusto. Certamente è un uomo che sa dove ha messo i piedi. Durante la conferenza stampa del 5 luglio ha detto di aver ereditato una farsa. Al suo giornale ha dichiarato «mentre accadeva tutto questo dov’erano la politica, il sindacato, i mass media? Nessuno ha tentato di capire cosa accadesse in una società che faceva acqua da tutte le parti con i soldi dei contribuenti». Il punto è proprio questo: i soldi dei contribuenti. Il signor Arcuri certamente non ignora che qualche contributo all’informazione Report lo ha dato, poiché il viceministro con delega su Sviluppo Italia, Sergio D’Antoni, nel mese di marzo ha dichiarato alla nostra telecamera: «Ho visto la trasmissione, avete fatto un atto di denuncia. Ne abbiamo tenuto conto, tanto da provvedere alla sostituzione dei vertici». D’Antoni si riferiva alla nostra inchiesta trasmessa ad ottobre 2006, nella quale si documentavano gli orrori ereditati da Arcuri. Bene, il risultato di quella denuncia è stata una citazione per danni per 5 milioni di euro da parte di Sviluppo Italia. Qualche mese dopo cambiano i vertici, ma la causa va avanti. D’Antoni sa come andavano le cose là dentro, e alla domanda «Abbiamo detto qualcosa di sbagliato?» la risposta è: «No, assolutamente». Allora, mi chiedo, per quale ragione il signor Arcuri permette che si continuino a spendere i soldi dei contribuenti per pagare gli avvocati in una causa contro la Rai e due giornaliste che non hanno fatto altro che il loro mestiere, ovvero fornire quelle informazioni che, sempre secondo Arcuri, latitavano. importante prendere posizione su questo punto, altrimenti si legittima il sospetto che fra nuova e vecchia dirigenza ci sia ancora un legame molto solido: il comportamento intimidatorio verso quella stampa che mette il naso dove non dovrebbe, salvo poi reclamarne l’assenza quando conviene. Infine un fatto allarmante. Arcuri nell’intervista al suo giornale dichiara: "Pongo come condizione quella di continuare a lavorare con il ministro Bersani. Sappiate che quando farà le valigie, me ne andrò dietro di lui». Ma Arcuri è un manager e Bersani un politico! I loro destini dovrebbero essere subordinati solo ai risultati. A meno che Sviluppo Italia, nonostante gli intenti sbandierati, non abbia nessuna intenzione di diventare "impresa", ma preferisca continuare a servire le clientele. Milena Gabanelli Report