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 2007  settembre 06 Giovedì calendario

«Fiumicino in tilt senza investimenti». Il Sole 24 Ore 6 settembre 2007. «Fiumicino può crescere, anzi deve farlo, ma per diventare un vero hub ha bisogno di fare investimenti

«Fiumicino in tilt senza investimenti». Il Sole 24 Ore 6 settembre 2007. «Fiumicino può crescere, anzi deve farlo, ma per diventare un vero hub ha bisogno di fare investimenti. Ora bisogna capire con quale serietà affronterà il ritardo accumulato in 3 anni». Vito Riggio, presidente dell’Enac, l’ente di sorveglianza dell’aviazione civile, non ha dubbi sulla possibilità che lo scalo romano possa assorbire il traffico intercontinentale che Alitalia intende spostare da Malpensa secondo il piano di ”sopravvivenza” presentato da Maurizio Prato. Al Leonardo da Vinci la macchina dei lavori, dopo tre anni di stop completo, si è rimessa in moto solo lo scorso giugno quando, dopo l’uscita di scena degli australiani di Macquarie, il nuovo azionariato ha deliberato un piano-tampone da 90 milioni di euro, di cui 60 già appaltati o contrattualizzati. Ora l’assemblea degli azionisti ordinari e straordinari, convocata per il prossimo 21 settembre, dovrebbe dare il via libera a un piano futuro del valore di 2 miliardi di euro. Ma i disagi dell’estate appena trascorsa sono un ricordo ancora recente: montagne di bagagli persi, il sistema di smistamento in tilt per cinque volte nei giorni estivi del grande esodo, tempi biblici per la riconsegna delle valigie (servizio liberalizzato e quindi affidato dalle compagnie aeree a handler privati). Inoltre, Fiumicino si è appena posizionato al secondo posto (dopo Heatrow) nella classifica dei ritardi stilata dall’Association for european airlines (il 32,2% dei voli riporta un ritardo medio di 40,9 minuti). In queste condizioni, migliorate solo da qualche intervento ultimato nelle ultime settiamane (pavimenti nei moli A e B, area sicurezza nel molo A, percorsi per non vedenti nei tre terminal), lo scalo romano va incontro a un aumento del traffico certo: oltre alla quindicina di voli intercontinentali che Alitalia trasferirà da Malpensa, da ottobre dovrebbe essere operativa una direttiva (su cui pende però il ricorso al Tar Lazio presentato da Ryanair) del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che prevede lo spostamento di alcuni voli – circa otto per il periodo invernale fino a trenta nell’orario estivo – da Ciampino al Leonardo da Vinci (si veda il Sole 24 Ore dell’8 luglio scorso). «Nel giro di 8-9 mesi – sempre secondo Riggio – gli investimenti più urgenti, come il restyling del molo C (quello per i voli internazionali, ndr), il terminal dedicato ai voli ”sensibili” verso destinazioni più a rischio come Stati Uniti, Regno Unito e Israele e la riqualificazione di una delle tre piste dovrebbero essere completati». Il presidente dell’Enac, che punta su Fiumicino come futuro hub italiano, ribadisce come «in 10 anni lo scalo deve arrivare a 60 milioni di passeggeri, raddoppiando i 30 milioni attuali» e ha stretto la vigilanza su AdR. «Finora potevamo intervenire solo revocando la concessione, ma entro l’anno firmeremo – annuncia Riggio – un nuovo contratto di programma per Fiumicino che dà all’autorità vigilante la possibilità di intervenire abbassando le tariffe aeroportuali qualora i piani di investimento non fossero rispettati». Il riferimento è all’attuazione della delibera approvata dal Cipe lo scorso 15 giugno che attua la legge sui requisiti di sistema (la 248/2005) dando la possibilità di riadeguare i contratti di programma di molti aeroporti italiani. Vigili sugli investimenti a Fiumicino anche i sindacati che, però, non contestano la scelta di Alitalia di potenziare l’attività nello scalo romano. «Senza gli investimenti previsti – ammette Claudio Genovesi, segretario nazionale delle Fit-Cisl – l’aeroporto non può farcela non solo per l’incremento dei voli di Alitalia, ma in generale. Sono anni che denunciamo questa situazione e anche ora con il nuovo azionariato siamo cauti finchè non vedremo i risultati». Secondo Fabio Berti, segretario nazionale dell’Anpac (piloti Alitalia) «Fiumicino ha ancora del potenziale inespresso in termini di crescita del traffico da sfruttare subito». Stessa valutazione arriva dall’Enav, l’ente nazionale dei controllori del volo, con il compito di organizzare dalla torre di controllo i circa 90 movimenti all’ora (atterraggi e decolli) del Leonardo da Vinci e di far fronte a punte massime, come quella del 6 agosto scorso, quando da Fiumicino sono partiti e arrivati 1.110 aerei nelle sedici ore di apertura dell’aeroporto. «Una migliore pianificazione di tutte le attività aeroportuali e degli slot – spiegano i tecnici dell’Enav – consentirebbe di sfruttare meglio le capacità residuali arrivando tranquillamente a punte di 1.400 movimenti al giorno». Il sistema di riferimento è quello adottato nell’hub di Francoforte, dove i decolli e gli atterraggi rimangono costanti durante tutte le fasce orarie, mentre attualmente a Fiumicino si verificano punte massime di affollamento dei cieli nelle ore più gettonate (la mattina e la sera), mentre per il resto del tempo viene utilizzato solo il 45% del potenziale. Deborah Appolloni