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 2007  settembre 07 Venerdì calendario

DAL NOSTRO INVIATO

PAVIA – Volevano piazzarli in un casale di Marcignago: s’è scoperto che era già abitato. Hanno provato alla Scagliona: niente, s’è messo di traverso un consigliere di zona, un ds, e quasi venivano alle mani. Allora sono andati a Cava Carbonara: piuttosto che dare l’aia a «quelli lì», il proprietario s’è distrutto la cascina da solo. Alla larga anche da Torre d’Isola, riva chic del Ticino dove tengono villa Max Pezzali e Simonetta Ravizza: gli abitanti hanno bloccato la strada. L’altra sera, zitta zitta, la colonna s’è finalmente mossa su Pieve Porto Morone, 182 abitanti: il prete aveva detto di sì e spalancato una comunità per tossicodipendenti svuotata dall’indulto, ma alla fine è stato il paese a urlare un altro no, «camere-a-gas-camere- a-gas!», e a bloccare la strada coi trattori, e a chiamare le teste rasate di Forza Nuova. «La merda dei pavesi se la tengano i pavesi!».
Se li scaricano come la monnezza
in Campania. Sono zingari? E che zingarino. Circolare, aria. Firenze docet, Roma impara e adesso un’altra antica capitale con sindaco ds, Piera Capitelli, dichiara guerra ai nuovi indesiderabili. La «rossa Pavia» di Ada Negri, la culla del cristianesimo sociale di don Albertario non ha molti lavavetri da arrestare. Ma un po’ di romeni da sloggiare, quelli sì. Per anni, s’era finto che non esistessero: erano 200, svernavano in una fabbrica abbandonata, la Snia, spazzatura e polmoniti, «un posto – descrisse un infettivologo – che fa sembrare alberghi a 4 stelle i campi profughi in Kurdistan». Poi, qualche mese fa, è cominciata la guerra di Piera. La Snia serve a Luigi Zunino, il palazzinaro in affari con Ricucci? Pronti: la sindaca manda le ruspe, la magistratura blocca la demolizione per vederci chiaro, ma sui rom non si discute: se ne devono andare lo stesso. Dove? Affari loro.
Brutt’affare, invece. Perché cento romeni, i più disperati, restano. Fanno lo sciopero della fame, s’aggrappano alla Caritas, invitano un pope a dir messa, mostrano bambini da straziare i cuori. E perché c’è un vicesindaco della Margherita, Ettore Filippi, un ex poliziotto che negli anni ’80 arrestava il br Mario Moretti, a metterci del suo: ostentando pugno duro, scuotendo la sinistra pura. Fino a infastidire il pdci Marco Rizzo («Pavia? Una delle tante strade sbagliate imboccate dalla sinistra»), a scatenare il manifesto
(«la vergogna di Pavia »), ad agitare Rifondazione. Ieri, Prc ha ritirato il suo assessore ed è uscita dalla maggioranza: «Il Pd a Pavia sta svoltando a destra più che altrove», tuona il segretario cittadino, Pablo Genova.
Un po’ di città approva lo sgombero, un po’ s’indigna. Nella rivolta della sinistra si schiera anche Elio Veltri, l’ex sindaco che oggi scrive libri con Marco Travaglio. E basta cliccare un blog ( www.circolopasolini. splinder.com.) per trovare una raccolta di firme, «accogliamo questi cittadini europei che non delinquono e chiedono di lavorare»: operai e universitari, la Cgil ma anche Forza Italia, il fotografo Giovanni Giovannetti, l’italianista Renzo Cremante, il «piccolo editore» Spaini... «Non ho firmato, ma condivido – dice Mino Milani, il romanziere pavese di Fantasma d’amore
’. Questa storia non ha niente a che vedere coi lavavetri di Firenze: i rom, qui, li vedevi e non li vedevi. solo la storia triste d’una città da sempre debole nell’iniziativa. Non sa risolvere nemmeno i problemi suoi: come fa ad accollarsi i problemi di questa gente?». «Pavia è l’esempio d’una situazione più ampia – pensa il filosofo Salvatore Veca, che ha cattedra in università ”. C’è la cultura di una sinistra conservatrice per la quale è iniquo parlare di sicurezza, mentre c’è una sinistra per la quale la sicurezza è un tema come un altro».
La battaglia di Pavia è a una tregua. I rom ciondolano fuori città, adesso. Come voleva la sindaca. La giunta però è azzoppata. Provvederà la stampella di Mastella, a rimpiazzare i comunisti: «Mi hanno lasciata sola – protesta Piera ”, è Rifondazione che ha tradito il suo elettorato». Loro dicono d’averla eletta con lo slogan " Pavia città dell’accoglienza", e invece... «Parlano d’accoglienza, ma non sanno cosa sia. Io non ho problemi di coscienza, sto con Amato: chi non ha mezzi di sostentamento leciti, dev’essere espulso». Anche se è un europeo? «Anche. Sono certa che molti di Rifondazione la pensano così. Glielo dico io, che sono cattocomunista praticante».