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 2007  settembre 07 Venerdì calendario

DAL NOSTRO INVIATO

BERLINO – «Il suo nome è Fritz: un tedesco ». La constatazione dell’annunciatore della
ZDF, mercoledì notte, riassume lo choc in cui vive la Germania da quando ha scoperto che la minaccia del terrore non viene da fuori. di matrice islamica, ma stavolta la incarnano anche ex studenti di ingegneria o di business nati in piovose cittadine della Saar o del Baden-Württemberg, come quelli appena arrestati con 730 litri di esplosivo. Tedeschi da generazioni e sunniti da qualche anno, nascosti fra i tanti che si convertono all’Islam e vengono accolti senza remore nelle nuove comunità. Anche le più pericolose.
Con tre in manette e dieci ricercati, ce n’è abbastanza perché Günther Beckstein della Csu si spinga a infrangere un altro tabù della Germania del dopoguerra: per lui, ministro dell’Interno della Baviera, ogni conversione all’Islam dovrebbe dar luogo a un controllo di polizia. «I convertiti tendono al fanatismo perché vogliono dimostrare che sono degni della nuova fede », nota il politico bavarese in un’intervista a
Handelsblatt. Preoccupato che non esista un «registro dei convertiti», Beckstein osserva che «se gli apparati di sicurezza compiono una verifica sui casi di passaggio all’Islam, possono determinare se si tratti di una versione liberale e umana di quella religione o di casi di estremismo ».
A parlare qui non è un politico qualunque in cerca di visibilità. Questo mese Beckstein si prepara a prendere il posto di Edmund Stoiber, che per 14 anni è stato premier della Baviera e nel 2002 fu sconfitto solo da Gerhard Schröder nella corsa alla poltrona di cancelliere. La sua proposta finirà dunque per pesare nel governo di grande coalizione, come quella del ministro dell’Interno federale Wolfgang Schäuble che vuole perquisizioni su vasta scala nei computer di tutti i potenziali sospetti.
Contro Schäuble la Spd continua a fare sbarramento. E certo che qualora fossero applicate, anche le «conversioni in commissariato» di Beckstein rischiano di creare qualche sovraccarico alla polizia. Secondo l’Istituto centrale dell’archivio islamico di Soest, i passaggi all’Islam sono stati mille nel 2005 ma l’anno scorso sono quadruplicati e l’accelerazione continua. Le stime oscillano paurosamente, ma gli esperti ritengono che i tedeschi convertiti siano fino a 100 mila. Spesso bene accolti dai musulmani di origine turca o saudita, perché capaci di offrir loro ponti verso il resto della società. A Berlino, a Ulm da dove viene il sospetto terrorista Fritz G. o a Francoforte, obiettivo della strage che si preparava, le comunità si aprono a un’integrazione al contrario che ora inizia a dar scandalo e sollevare dilemmi nuovi in una Repubblica nata dalle ceneri del nazismo. Scriveva ieri la Welt a proposito delle comunità musulmane: «Da ora in poi, non sono più tollerabili neanche società parallele pacifiche».