Gabriella Jacomella, Corriere della Sera 6/9/2007, 6 settembre 2007
MILANO – E
dopo il luglio e l’agosto, arrivò settembre. Ugualmente nero, almeno per i seguaci europei di Scientology. L’estate, iniziata con lo scontro John Travolta-associazioni per i diritti gay (« adepto di una setta omofoba, non può interpretare il ruolo che in Hairspray fu della drag queen Divine»), proseguita con le polemiche tedesche contro Tom Cruise, «reo» di volersi calare nei panni dell’eroe antihitleriano Claus von Stauffenberg, si è conclusa nel peggiore dei modi: a Bruxelles, 12 rappresentanti del movimento rischiano di finire sul banco degli imputati. Quattordici i capi d’accusa, tra cui estorsione, esercizio e insegnamento illegale dell’attività medica, omissione di soccorso, infrazione delle leggi a tutela della privacy, truffa e associazione a delinquere.
La richiesta di rinvio a giudizio è stata presentata dal giudice istruttore Jean-Claude Van Espen, al termine di un’inchiesta durata dieci anni, 74 faldoni e un migliaio di pagine fitte di nomi e numeri, estratti conto e denunce stilate da ex membri della setta, rivoltisi alla polizia per proteggersi da intimidazioni e tentativi di estorsione. «Scientology presto fuori legge?», titola il quotidiano
La Libre Belgique.
A decidere sarà la Camera del consiglio federale, che però non si riunirà prima della fine di novembre; e ora la procura teme che i mesi di attesa possano solo favorire il contrattacco da parte di Scientology, i cui rappresentanti la accusano di «avere manipolato i media nel tentativo di danneggiare la reputazione della nostra Chiesa, senza mai riuscire a portarla in tribunale». Dalla commissione d’inchiesta del 1997 alla perquisizione dei locali di proprietà dei dianetics
(gli adepti del culto), nel ’99, i magistrati avrebbero creato un «clima di intolleranza e discriminazione » nel Paese.
Il duello, viste anche le cospicue risorse finanziarie della setta (che in Belgio, come in Italia, non è stata mai riconosciuta come ente di culto con personalità giuridica), rischia di essere lungo e senza esclusione di colpi. Nel 2003 Scientology ha aperto a Bruxelles il suo quartier generale in Europa, a pochi metri dai palazzi Ue, in un aperto tentativo di
lobbying per ottenere il riconoscimento di religione ufficiale da questa parte dell’Atlantico; una lotta in cui i membri del movimento fondato dallo scrittore di fantascienza Ron Hubbard (cui viene attribuito l’aforisma secondo il quale «il solo modo per diventare subito ricchi è fondare una religione ») possono vantare un alleato ingombrante: il dipartimento di Stato americano, che più volte ha criticato i Paesi europei per le posizioni assunte nei confronti di Scientology (negli Usa, il riconoscimento religioso e la conseguente esenzione fiscale datano 1993).
Negli ultimi mesi, anche la Germania è tornata alla carica: prima le critiche a Cruise, da molti considerato il leader emergente del movimento, poi la fuga della figlia 14enne dei responsabili della nuova e contestatissima sede berlinese, rifugiatasi nel «Centro di aiuto» fondato ad Amburgo da Ursula Caberta, che proprio ad agosto ha dato alle stampe il suo «Libro nero di Scientology». La città anseatica, insieme ad alcuni Länder,
starebbe pensando di bandire i dianetics dal suo territorio. Le accuse: Scientology è un’«organizzazione totalitaria » che sottoporrebbe i membri a un «lavaggio del cervello» teso ad estorcere loro denaro, i suoi dettami sono contrari alla Costituzione. Le stesse ripetute, negli anni, in Grecia e Svizzera, Gran Bretagna e Italia. Toccherà ai giudici belgi, ora, stabilirne la veridicità.