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 2007  settembre 06 Giovedì calendario

Barche sempre più grandi e più «strane». Sono i nuovi ricchi, i tycoon russi e del Far East, a fare tendenza nella nautica

Barche sempre più grandi e più «strane». Sono i nuovi ricchi, i tycoon russi e del Far East, a fare tendenza nella nautica. Vogliono megayacht imponenti come palazzi, di almeno 100 metri di lunghezza, dai ponti superiori ampi come penthouse, ricchi di gadget - dall’elicottero al sottomarino portatile - e dalle linee che non passino inosservate. Per vincere questa corsa, che ormai si combatte nelle rade più esclusive, perché per queste barche-monstre le banchine sono sempre più piccole, i neo-armatori spendono montagne di dollari, ingaggiano i designer più famosi e non si curano dei puristi dello yachting, che rimpiangono i tempi in cui una barca era una barca e non una casa. Stiamo parlando di una ristretta élite di armatori, naturalmente. Forse cento-duecento nel mondo. Ma la moda del «grande» sta influenzando anche i milionari, oltre che i bilionari. Si allungano, infatti, anche le metrature intermedie: e così, se dieci anni fa uno yacht di trenta metri era considerato mega, oggi passa per super, ma non di più. Perché una barca cominci a contare, deve avere almeno 50 metri di lusso tra poppa e prua. La conferma si avrà nelle prossime settimane, con l’apertura della stagione dei saloni nautici. Ma alcuni vari sono già stati annunciati. L’attesa maggiore è per «Eclipse», un mostro di 167-168 metri, in costruzione ad Amburgo sugli scali del cantiere Blhom & Voss (TyssenKrupp). E’ il nuovo «giocattolo» di Roman Abramovich, il magnate russo, l’udicesimo uomo più ricco del mondo secondo Forbes, con un patrimonio personale di 18,2 miliardi di dollari, governatore della Chukotka, patron della squadra di calcio inglese del Chelsea e già armatore di una flotta di megayacht da record. «Eclipse» sarà lo più grande del mondo. Supererà in lunghezza il «Dubai», 160 metri, dello Sceicco del Dubai Mohammed bin Rashis Al Maktoum; il «Prince Abdul Aziz», 147 metri superlusso di Fahd bin Abdul Aziz Al Saud, re dell’Arabia Saudita); l’«Al Salamah», 139 metri, di Ibn Abdul Aziz Al Saud, principe sultano d’Arabia Saudita. E ancora, sarà più grande anche del «Rising Sun», il 138 metri di Larry Ellison, il boss di Oracle, e di «Octopus», 126 metri, la reggia galleggiante di Paul Allen, il guru di Microsoft. Abramovich ha voluto strafare. Oltre al costo, si parla di 300 milioni di euro, «Eclipse» sarà dotato di gadget davvero esclusivi. Passino le due piattaforme per gli elicotteri, la megapiscina , le diverse jacuzzi, le 11 suites, la superpiscina, la discoteca e il cinema, tutto abbastanza normale per questi «palazzi» del mare, a fare la differenza saranno - secondo quanto divulgato dal Wall Street Journal e il Sunday Star - un sistema di difesa anti-missili e una barriera ad alta tensione da 9.000 volt lungo tutto il perimetro della barca, per proteggere quest’ultima e i suoi occupanti dai possibili assalti di pirati. C’è, poi, un’altra chicca: «Eclipse» ha anche un garage dove può trovare posto un mini-sommergibile. Un mezzo esplora-fondali, ma anche di sicurezza, che consente una fuga più discreta in caso di assalti ed arrembaggi. Su questo «balocco», però, Abramovich pare abbia nicchiato. «Se potete trovare il mio, è vostro», si sarebbe limitato a dire il petro-tycoon. Se ne sarebbe già assicurato uno, invece, Paul Allen, al costo di 12 milioni di dollari. La corsa allo yacht-monstre ha, naturalmente, ricadute economiche positive. I cantieri navali del Nord Europa sono in prima fila in questo business, ma anche l’Italia è interessata. La nautica made in Italy va bene (nel 2006 la produzione è cresciuta del 12-14%, l’export è volato oltre il 15%), vanta già la leadership mondiale nei superyacht, vale a dire le imbarcazioni superiori ai 24 metri, e si sta attrezzando per ampliare la sua quota di mercato anche nelle «taglie» più grandi: Azimut-Benetti ha siglato una partnership con Fincantieri, è ha in costruzione un 134 metri; Ferretti si affida a Crn, che varerà un 72 metri nel 2009, Perini Navi ha firmato «Maltese Falcon», 87 metri, il più lungo yacht a vela del mondo. Si apre la stagione dei saloni nautici. Comincia Cannes (12 settembre), prosegue Monaco (19 settembre) e poi Genova, lo show boat generalista più grande del mondo, che s’inaugura il 6 ottobre. La rassegna genovese punterà molto sui superyacht, che avranno un pontile in esclusiva (più di 80 gli scafi oltre i 30 metri). Vedremo anche il Nuovo Marina, con una promenade che da quest’anno potrà essere percorsa senza interruzioni; ci saranno tre nuove banchine e due pontili, che ampliano la superficie espositiva in acqua (100 mila metri quadrati), e un’anteprima del nuovo padiglione a mare, concepito dall’archistar Jean Nouvel. La 47a edizione del Salone darà anche più spazio alla vela (l’ammiraglia, di 64 metri, sarà Felicità West, di Perini Navi) e agli accessori, cui sarà dedicato l’intero padiglione C. E poi, tante barche novità, presentate dagli oltre 1650 espositori. Per la mondanità, cena di gala al Teatro Carlo Felice e recital di Irene Grandi.