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 2007  settembre 05 Mercoledì calendario

Giuseppe Cusin, 20 anni. Padovano, figlio di genitori separati, un fratello minore di nome Giorgio, da qualche mese aveva lasciato la casa della madre Bianca per andare a vivere col padre Edoardo, noto consulente finanziario

Giuseppe Cusin, 20 anni. Padovano, figlio di genitori separati, un fratello minore di nome Giorgio, da qualche mese aveva lasciato la casa della madre Bianca per andare a vivere col padre Edoardo, noto consulente finanziario. Ex giocatore di basket, iscritto al liceo Cornaro dove due volte l’avevano bocciato, nel 2005 la polizia lo beccò con 26 grammi di hashish in tasca e per spaccio finì in galera. Domenica notte, per comprare la droga, andò in un parco pubblico frequentato da pusher e tossici dove l’attendevano il serbo Dejan Todorovic di anni 19 e un altro slavo che si fa chiamare Ale, sui 20 anni pure lui. I due, seduti vicino a un fossato, sniffavano eroina in attesa del marocchino che gli avrebbe venduto sassi di fumo, Cusin tranquillo si unì alla brigata ma Ale, non avendo i soldi per pagare il fornitore, con una scusa allontanò il Torodovic e subito dopo accoltellò il Cusin dieci volte al fianco e poi alla gola, con tanta forza da segarla in due. Dipoi gli svuotò il portafogli e fece rotolare il cadavere nel canale di scolo. La mattina dopo, verso le 7.30, un Francesco Perin che abita in zona, portando a spasso come d’abitudine il cane, vide il giovane in una pozza di sangue con la faccia in terra e la maglietta rossa arrotolata sulla schiena (Todorovic, che sentì le grida del Cusin, lo vide rantolare e nel tentativo di bloccare il compare si beccò una coltellata alla mano, su consiglio del padre Stanoje s’andò a costuituire; il serbo Ale, invece, è sparito nel nulla). Nottata di domenica 2 settembre nel parco "Le Farfalle" nel quartiere Mortise, periferia di Padova.