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 2007  settembre 04 Martedì calendario

Non sarà stata memorabile, da amarcord felliniano, ma possiamo dire, con lapprovazione di autorevoli esperti, che è l’estate 2007 si è rivelata tra le più produttive sul piano dei neologismi

Non sarà stata memorabile, da amarcord felliniano, ma possiamo dire, con lapprovazione di autorevoli esperti, che è l’estate 2007 si è rivelata tra le più produttive sul piano dei neologismi. Trecento parole nuove scalpitano per non essere dimenticate saltellando da un giornale all’altro. Mentre erano tutti in vacanza, Valeria Della Valle e Giovanni Adamo, professori di Lessicografia all’Università «La Sapienza» di Roma, le hanno contate, catalogate e attribuite correttamente. A futura memoria. Ma non essendo indovini, non sanno quale avrà lunga vita come Cerchiobottismo e Inciucio. Quale farà compagnia alle 8000 novità già schedate, come No-ismo, Ciecopacisti, Fotoricattatori, Vallettopoli, Sprecopoli, Calciopoli (l’ultima raccolta è uscita nel 2006 da Sperling&Kupfer). La parola dell’estate, a furor di polo (e di popolo) è Brambillismo, che ha già dato luogo a una bella serie di varianti come Brambillesco, Antibrambillesco, Brambilleide (Maria Laura Rodotà) e Brambillizzato (Natalia Aspesi). Michela Vittoria Brambilla, con i suoi rossi capelli e il Partito della Libertà ha permesso di produrre «6 parole nuove in quattro giorni, un record», commenta Giovanni Adamo, che assieme a Valeria Della Valle coordina l’Osservatorio Neologico della lingua italiana dell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo del Cnr. E tutti i giorni scorre con entusiasmo i quotidiani in cerca di novità. Perché i cacciatori di parole non rischiano mai di tornare a mani vuote. La questione merita studio e forse meriterebbe anche il «Consiglio superiore della lingua italiana» proposto da Andrea Pastore (forzista), composto dal premier, cinque ministri che sappiano almeno scrivere, e cinque grandi accademici. Perciò attenti, non è uno scherzo, anche se si parla di Cineturismo (andare a vedere i set dei film), o Senzapallismo (Gianlugi Paragone su «Libero»), neologismo regalato al giobbesco (nel senso di paziente) Piero Fassino. Anche se l’atmosfera balneare produce Vipnauti, («Il Messaggero»), Videotelefoninatori (apparso su questo giornale a firma di Gabriele Ferraris), e Portocervini accompagnati da ragazze Ipertaccate, cioè portatrici (sane?) di sandali che svettano oltre i dodici centimetri. In qualche caso, Gossipabili. In altri, Gommosaure, non perché galleggiano, ma perché hanno supplito ad alcune assenze (seno) con additivi sintetici. Intendiamoci, Gommosaura o Labbrosaura non entreranno mai nella Treccani (ma si diceva così anche di Tangentopoli, (termine inventato da Piero Colaprico), perché giudicate «troppo cariche di sarcasmo». Caldo caldo, è arrivato Anticasta, firmato da Ferdinando Adornato, con riferimento alla Casta (dei politici). Non è male neanche Pensioneide, che dà l’idea di un’epica minima, ma straziante e soprattutto infinita. Giovanni Adamo non nasconde una certa simpatia per Iprocrisometro (magari esistesse!), Ecofurbetti, e Kissini, quelli sedotti dalla moda del bacio collettivo, mentre annota, in ordine alfabetico, Superforfettone (tasse) e Tecnobabele (tecnologie che non semplificano la vita, anzi). Sarkosista e Sarkosismo sono quasi scontati, come Veltronista (che però ha dentro una somma ironica, Veltroni+ tronista). Non sarebbe scontato se da Fabrizio Corona venisse fuori Coronismo, ma finora non ci ha pensato nessuno. Neanche lui. Spiega Valeria Della Valle, indulgente come San Francesco, nei confronti di tutte le creature, anche bruttine e un po’ cattive: «Sono simpatici, i neologismi. Sono veloci, contengono quel senso dell’ironia che poi li rende popolari. Persino definire «cozza» una signora è un significato che va registrato. Molti invece, hanno riferimenti nobili, latini o greci, oppure recuperano parole dimenticate. Per esempio, quest’estate sono tornati a galla termini come panciafichisti, inventato da Marinetti, e paragulismo, da Pasolini». Da che cosa nasce tanta frenesia? «Anche inventare una parola è una piccola gloria, si entra della storia del costume, si conquista un pezzetto di immortalità». E ne è toccato uno all’assessore all’Urbanistica della Regione Toscana che, forse per necessità cerchiobottiste, ha parlato di «autostrada ambientalizzata», cioè modificata per avere un minore impatto sul territorio. Che ne diranno i Portocervini? I kissini, al massimo si baceranno. Brambilla La cocca di Berlusconi, Michela Vittoria «la rossa», ha conquistato il titolo di «parola dell’estate». Il suo personaggio ispira la nascita di moltissimi neologismi. Vallettopoli L’inchiesta di Potenza coordinata dal pm John Woodcock forse non si tradurrà in severe condanne penali. Ha comunque lasciato nel vocabolario della lingua italiana il termine «Vallettopoli». Per il momento, invece, Corona ha solo lasciato tracce nel gossip e nelle discoteche. Nessuna nella lingua: il «coronismo» non è ancora nato. Sprecopoli Nessuno sa bene dove finiscano milioni e milioni di euri pubblici. I linguisti invece hanno scoperto che i suoi effetti hanno un nome che potrebbe entrare nei vocabolari. Clicca sull immagine per ingrandirla Clicca sull immagine per ingrandirla Stampa Articolo