Lucia Annunziata, La Stampa 5/9/2007, 5 settembre 2007
Come combattere il caro-latte Secondo una denuncia della Coldiretti il latte dalla stalla alla tavola subisce un rincaro del 325 per cento
Come combattere il caro-latte Secondo una denuncia della Coldiretti il latte dalla stalla alla tavola subisce un rincaro del 325 per cento. Quello che noi paghiamo alla cassa del supermercato 1.4 euro viene pagato all’allevatore appena 32 centesimi. Chi ha provato a comprare il latte da uno dei tanti distributori automatici, il metodo per comprare il latte con la catena più corta in assoluto, lo ha pagato attorno a un euro al litro. Quel latte tra tutti quelli in commercio è in assoluto quello più vicino alla stalla, non è neppure pastorizzato e il più delle volte non si paga neppure il contenitore potendo riutilizzare il proprio di plastica o vetro, eppure viene venduto ad appena il venti per cento in meno rispetto al prezzo scaffale. … La soluzione c’è e si chiama catena corta, acquisto direttamente dal produttore, con conseguenti benefici per l’ambente: meno imballi, meno alberi da abbattere, meno bottiglie di vetro da fondere o di plastica da produrre e poi smaltire. Torniamo ai vecchi tempi quando si andava in latteria con il bottiglione e la pingue signora vestita di bianco immergeva il mestolo nel catino di latte fresco e lo versava nell’imbuto. Fino a quando l’allevatore nella vendita diretta praticherà gli stessi prezzi dei supermercati il sistema non potrà mai funzionare. LAURA POUSTIS Effettivamente, la Coldiretti ha lanciato l’allarme che lei riprende, sull’aumento vertiginoso del prezzo del latte e sulle dinamiche di questo aumento, che fa ben quattro salti di valore dalla stalla alla tavola, raggiungendo il costo di oltre 1,4 euro al litro, «tra i più alti in Europa» - dice la Coldiretti - mentre la «paga» per le mucche resta a livelli insostenibili di 0,32 centesimi pari a circa quanto si paga un litro di acqua minerale. Si tratta di una situazione anomala e paradossale rispetto ai principali Paesi dell’Unione Europea dove ai consumatori il latte viene venduto a valori vicino all’euro ma agli allevatori viene pagato oltre lo 0,4 euro. Stessa denuncia anche di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori: il latte sta diventando un bene di lusso. Secondo queste associazioni, un litro oggi costa 1,45 euro, cioè il 7% in più rispetto al 2006, quando costava 1,35 euro. una dinamica insostenibile, che, a dispetto di tutte le rassicurazioni ufficiali, ogni famiglia può verificare nella sua spesa. Gli aumenti infatti toccano anche pane, pasta, libri, luce, gas e treni. Cioè tutti i consumi fondamentali. Perché questi aumenti? Come nascono? Avremmo bisogno di risposte più chiare dai vertici del paese: in assenza di spiegazioni migliori rimaniamo della opinione che si tratta di pura speculazione. In ogni caso, il 13 settembre le associazioni dei consumatori hanno indetto il cosiddetto «sciopero della pasta asciutta», proprio contro questi aumenti. Vediamo che reazioni ci saranno. Stampa Articolo