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 2007  settembre 05 Mercoledì calendario

TREVISO

Quando alle 2 e 52 di ieri mattina, George Bogdaneanu, 20 anni, romeno, si siede di fronte agli ufficiali dei carabinieri di Treviso, è come se si liberasse di un peso durato quattordici lunghi giorni. «Intendo rispondere», fa mettere a verbale con a fianco il suo legale di fiducia, Francesco Murgia, come prima dichiarazione da indagato per l´omicidio dei coniugi Pellicciardi. «Sono stati i miei due amici albanesi Stafa Naim e Artur (Turi) Leshi a ucciderli», confida senza mezze parole il romeno, la "talpa" di questo assalto in villa finito nel sangue, il «vaso di coccio tra due vasi di piombo», come lo hanno definito gli inquirenti. lo spaccato di un gruppo di disperati, di delinquenti scafati alla ricerca del colpo della vita quello che esce dal racconto di George che lavorava nell´azienda dei proprietari della villa.
«I due - ha raccontato dei complici albanesi il giovane - erano stati in carcere assieme (Turi per aver picchiato una donna ha fatto 10 anni di carcere, Naim per prostituzione, furti, droga e armi)». Pregiudicati pronti a tutto. «Naim - continua George nel suo verbale durato 6 ore - preferiva svolgere attività di sfruttamento della prostituzione… era armato quando pensava che si sarebbe dovuto picchiare con qualcuno prendeva sempre il suo coltello a scatto».
Ma poi, la ricostruzione di quella notte, quella dell´assalto finito in tragedia. «Io non ero impegnato al lavoro quel lunedì perché dovevo fare il turno dalle 22 alle 6 del mattino successivo. Di mattina siamo andati a casa di un amico di Naim, un albanese che abita vicino a Treviso. Naim mi diceva che doveva procurarsi armi, forse mi prendeva in giro come al solito. Ha preso della droga, credo 10 grammi, si trattava di cocaina. Non ha pagato nulla. Verso metà pomeriggio io, Naim e Artur ci siamo diretti verso casa mia. Premetto che ancora l´anno scorso Naim mi chiese dove abitavano i miei padroni. In un´occasione gli ho mostrato la strada. Anche lunedì 21 agosto siamo passati di lì e Naim mi ha ripetuto la stessa domanda. Alla mia indicazione ha fatto cenno ad Artur dicendogli «questa è la casa».
 stato lui, dunque, a indicargli il bersaglio. George giura di essere stato un complice inconsapevole. Arrivati nella sua abitazione, i tre consumano della cocaina. Nel ricordo di George, «Artur era particolarmente agitato». Il romeno, quindi, viene accompagnato con la sua macchina dai due albanesi, in fabbrica. Non si tira indietro «sapevo che la mia macchina sarebbe stata utilizzata per fare un nuovo lavoro, volevano fare una rapina. Sapevo che Turi una sera, circa una settimana prima, aveva telefonato a Naim dicendogli che aveva fatto un colpo da 10 mila euro. Verso le due e verso le tre - continua il ventenne nel racconto di quella sera - ho provato ancora a sentire Naim, ma il telefono era spento e non mi rispondevano. Ho finito il turno alle 6 di mattina. Quando sono tornato a casa i due non c´erano né ho visto la mia macchina. Naim mi ha telefonato subito dicendomi di guardare dentro l´armadio e nell´immondizia: ho trovato una borsa da donna di colore nero e nell´immondizia un guanto, un calzino, una carta d´identità. Ho aperto la borsa e vi ho trovato degli orologi, tre cellulari, delle catenine e un portafogli. Pensavo che provenissero da un furto». George, forse ingenuamente, utilizza anche un bancomat intestato alla signora Lucia Pellicciardi, prelevando 20 euro. Poi, prende definitivamente coscienza di quello che è successo. «Alle 9 di mattina Naim è tornato a casa molto spaventato, dicendomi che andava via. Ha acceso il televisore e mi ha fatto vedere il telegiornale. Mi ha detto che Turi aveva ucciso due persone». George aiuta la coppia di albanesi a lasciare Treviso, a fare sparire due scalpelli, «che ho gettato nel fiume», probabilmente le armi del duplice omicidio. «Quella sera sapevo che avrebbero fatto una rapina nella villa dei padroni, ma non sapevo che vi abitavano dei custodi e anche loro ne erano all´oscuro».
Per contestargli il reato di concorso morale in omicidio, queste accuse bastano e avanzano al pm di Treviso Valeria Sanzari.