Il Sole 24 Ore 31/08/2007, pag.13 Lionello Mancini, 31 agosto 2007
La Germania nella rete delle ’ndrine. Il Sole 24 Ore 31 agosto 2007. «All’inizio i nostri colleghi del Bundeskriminalamt, la polizia federale tedesca (Bka), faticavano a crederci ma, alla fine, si sono arresi all’evidenza
La Germania nella rete delle ’ndrine. Il Sole 24 Ore 31 agosto 2007. «All’inizio i nostri colleghi del Bundeskriminalamt, la polizia federale tedesca (Bka), faticavano a crederci ma, alla fine, si sono arresi all’evidenza. E l’evidenza era che da un paesino calabrese come San Luca potessero originare tanti problemi. Anche per loro». All’epoca di quei primi contatti tra investigatori, mancavano quasi otto anni alla strage di Duisburg. Ma le carte dimostrano che il quadro era chiaro già allora. A raccontare l’inizio della collaborazione tra Carabinieri, Polizia e Bka è uno dei protagonisti italiani di quella sinergia d’ intelligence e operativa, un militare oggi poco più che quarantenne. Un uomo energico e asciutto che sul territorio delle ’ndrine si è fatto le ossa. Una decina d’anni fa, al comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria si insedia un colonnello dalle doti professionali e personali di grande spessore, Gennaro Niglio, il quale peraltro tornava nei luoghi in cui era stato giovane ufficiale (si veda «Il Sole-24 Ore» del 19 agosto). Niglio, scomparso in un banale incidente d’auto pochi anni fa, insieme ai suoi ufficiali organizza sul territorio un lavoro di analisi e di intervento che ancora oggi produce i suoi frutti. Mappatura In quegli anni, nella caserma dei carabinieri a San Luca c’era una stanza senza finestre alle cui pareti e su, su fino al soffitto erano appesi gli organigrammi dettagliati dei clan familiari del luogo. Un lavoro minuto, protratto in anni di presenza sul territorio, con un colore assegnato a ognuno dei gruppi – una ventina in tutto – la cui genìa risaliva alla seconda metà dell’800. Un lavoro che nemmeno i frati Certosini... Negli anni, il lavoro è stato aggiornato con l’evolversi di queste famiglie, con le nascite, le morti, i matrimoni. Così, da quei pannelli, l’occhio poteva cogliere come un certo colore si andava congiungendo con i colori di altri gruppi a seconda degli intrecci familiari. Si vedeva che alcuni nomi comparivano con frequenza contornati da colori diversi. E quei passaggi non erano più solo unioni o matrimoni, ma anche alleanze tra clan. Il più forte, ancora oggi, è chi si è collegato ad altri in modo più ramificato e vasto. E quando, nei primi anni del 2000, funzionari del Bka sono entrati in quella stanza, sono ammutoliti. Hanno chiesto di poter avere quella gigantesca mappa: in cambio l’avrebbero restituita in formato digitale. Lì, su quei diagrammi di ogni colore, ci sono i nomi di chi tra 10 anni si troverà magari al centro delle cronache. Difficile impedirlo, ma almeno si sa di quali genitori sono figli, o nipoti di quali zii e nonni. Collante Su quei tabelloni c’è l’origine di tutto. in quegli intrecci familiari che si crea il collante di una rete criminale senza paragoni in Europa e forse nel mondo. La ’ndrangheta lo ha dimostrato più volte: sono i legami di sangue che non fanno temere la delazione. grazie alla politica dei matrimoni che accumula forza e cerca di prevenire le faide. Non sempre ci riesce, come chiarisce la storia di Duisburg, ma questo accade per un duplice motivo. Innanzitutto, spiega chi questi fenomeni ha indagato e cercato di scardinare, nelle faide si scatena odio allo stato puro. A differenza di Cosa nostra, che ha dimostrato di saper frenare i parossismi di violenza per non nuocere agli affari, per le ’ndrine questo è un calcolo senza senso. Nella faida di Africo, scoppiata a metà degli anni 80, un catena di 60 delitti su cui è stata fatta ormai chiarezza, risultano a verbale dichiarazioni di ragazze di 16 anni che non vedevano l’ora di sposarsi per mettere al mondo figli che vendicassero padri e parenti uccisi. Ma c’è anche un secondo motivo per cui la faida di San Luca risulterà probabilmente fuori controllo: e sono i giochi di potere che alimentano e usano gli odi ancestrali. Potere Alla ’ndrangheta viene accreditata una grande potenza militare, come dimostrerebbe la strage di Ferragosto. Fuori discussione che si tratti di gente pericolosissima. Ma se il commando di Duisburg aveva informazioni per decidere giorno, luogo, ora in cui colpire, non significa che avesse anche questa gran capacità organizzativa. Le informazioni si possono ricevere da chiunque, a volte per fini non dichiarabili. Il fatto che, come hanno scritto i giornali, uno dei boss di San Luca sapesse quanto stava per avvenire a Ferragosto ma non sia intervenuto, pare agli investigatori un elemento plausibile. Perché è un modo un po’ calabrese di lasciar fare per trarne vantaggi. Perché, forse, con il fragore di Duisburg, le famiglie all’attacco non possono non dirsi vendicate, pur non essendo stati colpiti i parenti più legati ai clan avversari più potenti. Forse qualcuno tra i boss aveva capito che se in quel momento non lasciava saziare una certa parte, non avrebbe avuto il potere di mettere un giorno tutti attorno a un tavolo. Indagini Solo qualche anno fa, l’asse Germania-San Luca era poco considerato e poco studiato. I tedeschi (o meglio: alcuni investigatori federali, visto che anche là prevale spesso il pecunia non olet) osservarono come con l’unificazione delle due Germanie una serie di interessi e di equilibri si stessero modificando. Erano nate, per esempio, importanti catene nel campo alimentare o della ristorazione e, dietro, c’erano sempre nomi di San Luca o dintorni. stato allora che gli uomini del Bka sono scesi in Calabria per capire e si sono affacciati su un mondo che nemmeno sospettavano esistesse. Da quel momento la collaborazione tra Italia e Germania non è cessata. Ma, almeno all’inizio, a parte gli uomini di Niglio che andavano e venivano da Wiesbaden, non molti altri erano interessati all’attività, nemmeno i Servizi, all’epoca con scarsa capacità di penetrazione nell’ambiente ’ndranghetistico. Oggi per fortuna non è più così. Comunque, all’inizio del 2000 il Bka produce un rapporto nel quale "mappa" i calabresi in Germania, individua certe aree, traccia collegamenti. Bene: il primo capitolo del rapporto è dedicato a Duisburg. E il quadro di oggi è lo sviluppo del lavoro di allora. Reti Viene da chiedersi perché sia così difficile scompaginare un coacervo criminale, la ’ndrangheta, i cui capi passano magari la vita in Aspromonte, spesso non parlano italiano (figuriamoci una lingua straniera) e nemmeno possono contare su un solo boss alla Provenzano che dirima, ordini, disponga. Bisogna di nuovo tornare a San Luca per capirlo. Collante familistico a parte, l’azione criminale della ’ndrangheta ha compiuto un salto di qualità verso la metà degli anni 80. Alcune famiglie sono passate in quel periodo dall’atavica e non più remunerativa industria del sequestro di persona agli investimenti sulla droga. Non solo: alcune famiglie si sono alleate, mettendo insieme persino il loro denaro. Da San Luca, a Locri, a Platì, a Gioiosa cumulavano i soldi per trattare grandi quantità di droga. Qualche famiglia è rimasta fuori da questo gioco, qualche altra ha investito di più e si è arricchita di più. Dai traffici su larga scala, i clan guadagnano già tantissimo, ma niente in confronto a quando si impossessano della rete del traffico della droga. Guadagni giganteschi: non pagano più per il trasporto, e cominciano a piazzare i loro uomini nei punti strategici. Non li mandano più a ordinare gli stupefacenti: li fanno stabilire in Belgio, in Olanda, in Spagna, ma soprattutto in Sudamerica, a contatto con i cartelli dei narcotrafficanti. Con loro stabiliscono il prezzo, organizzano i canali in cui veicolare lo stupefacente in territorio europeo, e prendono così in pugno l’intera rete del traffico. Questa capacità di impossessarsi delle reti anziché soltanto sfruttarle per trafficare stupefacenti non l’ha avuta nessun’altra organizzazione criminale. Diventano i più forti del ramo. Rincorse Rispetto a Cosa nostra o alla camorra, la ’ndrangheta arriva magari in ritardo, ma quando arriva può superare chiunque sia in astuzia sia in ferocia. Gli esperti concordano: le ’ndrine sono partite dopo negli appalti o nell’utilizzo delle "aree grigie" della società cui appoggiarsi e nelle quali mimetizzarsi, ma già lo fanno in modo organizzato ed efficace; se non hanno avuto un loro Ciancimino a gestire e lucrare sullo sfascio urbanistico, sono però state capaci di usare in consorzio (almeno temporaneo) i loro bottini, centuplicarli con il narcotraffico e poi andarsi a comprare banche in Russia. Così come hanno capito – agendo di conseguenza – l’importanza di proiettare i loro discendenti in posti chiave nel mondo della finanza e del commercio mondiale. E oggi, dicono gli analisti, rispetto a quella mappatura del Bka, i clan del Reggino sono certamente cambiati di nuovo, si sono reinventati economicamente. Difficile dire come e quanto si siano evoluti, su che filone si siano inoltrati: di sicuro hanno dimostrato di essere perfettamente in grado di applicarsi a qualsiasi impresa. Magari dopo gli altri, ma capaci di recuperare e in fretta. Sarà meglio continuare ad aggiornare quei tabelloni, lassù, a San Luca. Lionello Mancini TUTTE LE ATTIVIT: RISTORANTI, HOTEL, AZIENDE E CASE 1 Duisburg Da Bruno (Tonhallenstr. 11) Zur Flotten Theke (Gutenbergstr. 6) Da Michele (Gutenbergstr. 6) La Gioconda (Sittardsberger Allee 10) La Gioconda II (Dellplatz 1) Landhaus Milser (Sandmühle 2) Il Mercator (Auf der Höhe 7) Sole del Sud (Sittardsberger Allee 105) Calabrisella (Moerser Str. 40) 2 Geldern Hotel "Zum Römerwall" (Issomastr. 72 3 Bochum La Taverna (Groe Beckstr. 29) 4 Neukirchen-Vluyn Trinacria (Hochstr. 1) 5 Recklinghausen Rizzo (Bochumer Str. 162) 8 Unterschleiheim Caravaggio (Alleestr. 30) 10 Deizisau Sportgaststätte des TSV Deizisau (Altbacher Str. 9) 9 Kaarst Bei Toni (Königstr. 16a) 11 Bous Eiscafè/Gelateria (Saarbrückener Str. 80) 6 Oberhausen Isola d’Elba Mama Mia (Hamburger Str. 65) Pizzeria "Toto" Ditta "Hotel Römerwall GmbH" (Mülheimer Str. 137) 7 Erfurt Paganini im Gildehaus (Am Fischmarkt 13-16) Rossini (Neuwerkstr. 50) Nirta-Giorgi GbR (Eugen-Richter-Str. 9) Casa di abitazioni nella Leipziger Str. 16 f Casa di abitazioni nella Leipziger Str. 16 h Il Mulino (Lange Brücke 38) La Trattoria (Schuhgasse 8) Waldhaus (Rhodaer Chaussee 12) Fellini (Fischmarkt 3) Borsalino (Berliner Platz 1) Schuhgeschäft Zumnorde, negozio di pelletteria Ditta Food GbR 12 Lipsia Paganini Pizzeria (Georgiring 14) Paganini Pizzeria e bar (Paunsdorfallee 1) Paganini Pizzeria (Paunsdorfallee 1) ANNO PER ANNO Le famiglie coinvolte: Strangio detta "jancu" e Nirta "versu" contrapposte ai Vottari, "frunzu", del cartello Pelle-Romeo-Nirta 10 febbraio 1991 - San Luca (RC) Ragazzi delle famiglie Strangio e Nirta lanciano uova all’interno di un bar gestito da esponenti dei Vottari. Seguono rissa e sparatoria. Muoiono Domenico Nirta e Francesco Strangio; feriti i fratelli di Domenico, Sebastiano e Giovanni Luca, quest’ultimo marito di Maria Strangio 23 luglio 1992 - Bovalino (RC) Viene ucciso Antonio Vottari 1993 - San Luca, contrada Carosello Il 21 gennaio tentato omicidio di Domenico Strangio e Antonio Pipicella. Nella contrada San Giovanni, il 1° maggio vengono assassinati Giuseppe Vottari e Vincenzo Pugliesi (alleato dei Vottari). Immediata la replica: a San Luca viene ucciso Giuseppe Pilia e dopo cinque minuti Antonio Strangio 2005 - Casignana (RC) Il 6 gennaio viene ucciso Salvatore Favasulli (legato ai Vottari). Ad Africo (RC) il 31 ottobre viene ucciso Antonio Giorgi (vicino agli Strangio) 2006 - San Luca Il 31 luglio viene assassinato Francesco Pelle (vicino ai Vottari). Il 25 dicembre un commando fa irruzione nella casa di Giuseppe Nirta, il capo società dell’omonima famiglia. Muore Maria Strangio, restano feriti Francesco Nirta e Domenico Strangio. Sempre a San Luca, viene poco dopo ferito Francesco Colorisi 4 gennaio 2007 - Casignana Muore Bruno Pizzata (Vottari) 20 maggio 2007 - Benestare (RC) Viene assassinato Rocco Natale Aloisi (Nirta-Strangio) 12 luglio 2007 - Bianco (RC) Viene ucciso Giuseppe Campisi (Vottari) 2 agosto 2007 - Benestare Muore Antonio Giorgi (Vottari) 15 agosto 2007 - Duisburg (Germania) Strage di Ferragosto: muoiono Sebastiano Strangio, Francesco e Marco Pergola, Tommaso Francesco Venturi, Marco Marmo, Francesco Giorgi