Corriere della Sera 4/9/2007, 4 settembre 2007
Una regione autonoma per i curdi iracheni Ho letto con profondo interesse la risposta di Sergio Romano in merito alla situazione curda ( Corriere, 2 settembre)
Una regione autonoma per i curdi iracheni Ho letto con profondo interesse la risposta di Sergio Romano in merito alla situazione curda ( Corriere, 2 settembre). A completamento di quanto esposto, vorrei ricordare che, nonostante tutte le sofferenze subite dal popolo curdo durante la storia e nonostante la posizione «indipendentista» che Romano attribuisce, correttamente, all’ex ambasciatore Peter W. Galbraith, il governo regionale curdo, guidato dal presidente Massoud Barzani, ha sempre sostenuto, con grande senso di realismo, la necessità e l’ineluttabilità che i curdi iracheni siano regione autonoma e nulla più all’interno dell’attuale Iraq. In più occasioni sia lo stesso presidente Barzani che il curdo Talabani – presidente dell’Iraq – hanno riconfermato l’intangibilità delle attuali frontiere. Va altresì notato che, anche grazie alla saggezza di tutta la classe dirigente curda, nella regione è in atto da anni un forte sviluppo economico, impensabile nel resto dell’Iraq. Ne è prova, tra l’altro, il fatto che proprio in questi giorni dal 6 al 10 settembre si terrà a Erbil, capitale della Regione autonoma, una fiera totalmente italiana organizzata dalla società Axis italian export di Bergamo, a cui hanno aderito più di 70 nostre imprese. Ulteriore dimostrazione dell’interesse economico che la regione può rivestire per il nostro Paese sta nel fatto che il nostro ministero degli Esteri, da più di un anno, ha inviato stabilmente in loco due osservatori con il compito specifico di monitorare le realtà dello sviluppo locale. on. Dario Rivolta