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 2007  settembre 04 Martedì calendario

MILANO

Da qualche parte Maurizio Prato doveva cominciare. Ha cominciato da Malpensa. Ieri sono uscite le prime cifre: circa 150 voli in meno al giorno, in entrata e in uscita. Il dato è trapelato dall’incontro del coordinatore operativo, Giancarlo Schisano, con i sindacati per illustrare le linee guida del piano industriale 2008-2010. Parte dei voli da sopprimere sono quelli per il cosiddetto «feederaggio », per alimentare i 17 voli intercontinentali in partenza dall’aeroporto e per portare a Milano equipaggi e dipendenti di stanza a Roma, paradosso e voce che contribuiscono a far sì che i costi quotidiani superino di 1,6 milioni di euro i ricavi. Nuovi voli verrebbero però fatti decollare da Malpensa verso l’Europa, soprattutto al mattino, per chi viaggia per lavoro. Inaugurato meno di 10 anni fa il secondo hub (centro di collegamento del traffico intercontinentale con quello nazionale) italiano, 22 milioni di passeggeri l’anno, viene dunque ridimensionato. Proteste sono giunte da politici, da ammini-stratori del Nord e da sigle sindacali. I piloti dell’Anpac da venerdì hanno attuato una serie di scioperi «bianchi», che si sono tradotti in oltre 150 voli rimasti a terra in quattro giorni nello scalo lombardo. Ma c’è chi trova inopportuna la protesta: «Se non ci riesce Air France a stare su due hub, non si vede come ci possa stare Alitalia che peraltro non ha abbastanza aerei», ha detto il segretario della Fit-Cisl Claudio Genovesi, criticando lo sciopero.
Altro nodo, che sarà sciolto presumibilmente venerdì prossimo quando il Cda è chiamato ad approvare il piano, è quello degli esuberi. Si parla di 1.000 lavoratori sugli oltre 17.000 del gruppo (ad ogni addetto Alitalia corrispondono 1.090 passeggeri/anno, nella linea low cost Ryanair il dato è 10.350 passeggeri/anno). L’azienda intende procedere a tagli «indolori», con prepensionamenti ed esodi incentivati e in accordo con i sindacati. Ma il capitolo forse più importante ora per la sopravvivenza della compagnia è quello dell’aumento di capitale. Venerdì se ne conoscerà l’entità. Poi bisognerà vedere chi lo vorrà sottoscrivere per portarsi a casa il controllo di Alitalia Ieri ai nomi che circolano da settimane si è aggiunto British Airways. Se un pretendente ci sarà dipenderà molto da quanto l’azienda riuscirà a mettere in ordine il conto economico.
Ieri in Borsa il titolo Alitalia ha perso il 2,08%.