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 2007  settembre 03 Lunedì calendario

Stampa Articolo 03 Settembre 2007 Nuova aristocrazia con bella vista Sopita la polemica sui costi della politica con alcune promesse di piccoli tagli futuri di spese poco importanti, ecco la denuncia per la vendita di appartamenti a politici ed affini a prezzi ridicoli

Stampa Articolo 03 Settembre 2007 Nuova aristocrazia con bella vista Sopita la polemica sui costi della politica con alcune promesse di piccoli tagli futuri di spese poco importanti, ecco la denuncia per la vendita di appartamenti a politici ed affini a prezzi ridicoli. Per chi aveva ancora qualche dubbio sul fatto che l’Italia è divisa non tra centrodestra e centrosinistra (divisione solo mediatica), ma tra la Nuova Aristocrazia e l’Altra Italia (divisione reale) è servito. Si capisce ormai ogni giorno di più perché non si vara la riforma elettorale nonostante il Presidente della Repubblica l’avesse messa al primo posto nel reincaricare Prodi dieci mesi fa. Non si vuole fare da nessuna parte, nonostante i proclami, in quanto la legge del 2005 con le liste bloccate ed i numeri d’ordine ha praticamente blindato la Nuova Aristocrazia quale unica classe destinata a dirigere il Paese, permettendo in alcuni casi, per ora, di rendere le cariche politiche quasi ereditarie. FRANCESCO DEGNI Non c’è dubbio. Di privilegio si tratta. Nelle precisazioni dei politici citati dall’inchiesta dell’«Espresso», la realtà denunciata assume magari profili meno clamorosi (la casa del presidente del Senato Marini non è favolosa come quella descritta, e così via), ed è vero che gli acquisti sono stati fatti secondo le regole di questo tipo di liquidazione. Ma ugualmente il privilegio c’è, ed è quello iniziale: trovare appartamenti a Roma in case degli Istituti non è facile, e non è un caso, come i politici ben sanno. Al di là di questo, la storia dei favoritismi riporta all’attenzione di tutti il tema dell’edilizia popolare, in un momento in cui la casa è come non mai il principale cruccio delle famiglie, giovani e non, a causa del vertiginoso aumento dei prezzi e dei tassi di interesse. Richiamo in merito un articolo uscito sul «Sole-24ore», a firma di Roberto Perotti, che riporta la discussione alla sostanza di alcuni dati: «Le entità regionali e comunali che sono succedute all’Istituto autonomo case popolari avevano infatti il compito di vendere il patrimonio immobiliare pubblico (forse un milione di alloggi) allo scopo esplicito di finanziare la costruzione di nuovi appartamenti popolari. Ma pochi immobili sono stati alienati, e a prezzi enormemente inferiori ai valori di mercato». Come mai? Viene da chiedersi. Inoltre, scrive il «Sole-24ore»: «La nuova offerta di alloggi residenziali pubblici è molto diminuita rispetto agli Anni 80. L’ultimo piano organico è quello di Forza Italia di fine 2005, che prevedeva un fondo di 30 miliardi di euro finanziato dalla vendita di immobili e terreni pubblici e altri risparmi di spesa: cifre più elettorali che realizzabili. La legge del febbraio 2007 offriva incentivi per ridurre il disagio abitativo, ma non è stata finanziata». E il governo Prodi, ha un piano? Stampa Articolo