La Stampa 3/9/2007, 3 settembre 2007
Le due promesse di calo delle tasse su cui il grosso della maggioranza di centro-sinistra si sta muovendo sono un calo dell’Ici sulla prima casa (aumento dell’attuale franchigia di 103 euro) e l’«assegno per i figli» mirato soprattutto sulle famiglie a basso reddito, che unificherebbe accrescendoli assegni familiari e detrazioni Irpef
Le due promesse di calo delle tasse su cui il grosso della maggioranza di centro-sinistra si sta muovendo sono un calo dell’Ici sulla prima casa (aumento dell’attuale franchigia di 103 euro) e l’«assegno per i figli» mirato soprattutto sulle famiglie a basso reddito, che unificherebbe accrescendoli assegni familiari e detrazioni Irpef. Il primo sta a cuore soprattutto alla Margherita e all’Udeur, il secondo al ministro della Famiglia Rosy Bindi e ai Ds. L’ala sinistra della maggioranza vorrebbe inoltre un calo dell’Irpef a beneficio dei lavoratori dipendenti compensato da aumenti di altri tributi, come la tassazione delle rendite finanziarie. L’accordo sul welfare prevede già una parziale detassazione dei premi di risultato aziendali. Cgil, Cisl e Uil gradirebbero più ampi sgravi per favorire i rinnovi contrattuali. La Confindustria insiste sull’urgenza di ridurre l’aliquota dell’imposta sulle società (Ires) perché dopo la riforma della Germania le imprese italiane sarebbero le più tassate in Europa. Il governo è disposto ad accettare un ribasso dall’attuale 33% al 28% «a costo zero», ovvero compensato dal taglio degli incentivi alle imprese e da un allargamento della base imponibile. La Confcommercio, la Confartigianato e gli altri autonomi preferirebbero puntare su un calo dell’Irap, gradito peraltro anche alla Confindustria; insistono per rivedere o anche abolire del tutto gli «studi di settore».