La Stampa 3/9/2007, 3 settembre 2007
Basta sfogliare i programmi dei partiti per compilare una lista immensa di nuove spese. Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista) vuole accrescere la spesa sociale
Basta sfogliare i programmi dei partiti per compilare una lista immensa di nuove spese. Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista) vuole accrescere la spesa sociale. Il ministro della Difesa Arturo Parisi (prodiano) vuole all’opposto spendere di più per le Forze Armate, in nome di impegni internazionali che imporrebbero all’Italia di salire al 2% del Pil. I Verdi vorrebbero invece interventi a favore dell’ambiente; l’Udeur per la famiglia; e così via. Ma per ora il premier Prodi e il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa intendono solo discutere: a) come finanziare le spese in più a cui il governo si è già impegnato, come il welfare (1 miliardo), i contratti del pubblico impiego (2,3 miliardi) e gli aiuti internazionali (0,7) o che difficilmente potrà evitare, come ulteriori rinnovi contrattuali nel settore pubblico (almeno un miliardo); b) se spostare all’interno di ogni singolo ministero fondi da un capitolo all’altro. Già finanziati sono gli aumenti alle pensioni più basse. Al Tesoro si sta valutando anche quanto siano fondate le nuove richieste di finanziamenti da parte delle aziende pubbliche, 4 miliardi per le Fs, 1 miliardo per l’Anas, 130 milioni per le Poste. Nel capitolo delle spese rientrano anche alcune agevolazioni fiscali mirate, per circa 1,2 miliardi, da rinnovare perché scadono annualmente, e di cui è difficile valutare l’utilità generale: sulle ristrutturazioni edilizie, per l’agricoltura, per la pesca, per l’autotrasporto.