Vanna Vannuccini, la Repubblica 3/9/2007, 3 settembre 2007
VANNA VANNUCCINI
«L´Iran potrebbe perdere una grande occasione, forse l´ultima», aveva ammonito ieri El Baradei, il capo dell´Agenzia dell´Onu per l´Energia Atomica che con il rapporto del 19 agosto sullo stato del programma nucleare iraniano aveva gettato un po´ di acqua fredda nella torrida fornace da cui potrebbe uscire un´altra guerra in Medio Oriente. Mentre uffici studi e think tanks s´interrogano sull´alternativa «bomba iraniana o bombardare l´Iran», e il Sunday Times rivela un piano del Pentagono, un blitz «per bombardare 1200 obbiettivi in Iran e ridurre a zero in tre giorni la capacità militare iraniana», Baradei aveva invece riferito che, per la prima volta, l´Aiea aveva concordato con gli iraniani una sorta di road map per risolvere tutte le questioni che restano da chiarire. Il rapporto dell´Agenzia affermava che meno di 2000 centrifughe (esattamente 1968) sono finora operative in Iran e che il programma nucleare è stato rallentato. In altre parole, prima che l´Iran arrivi a rendere operative 3000 centrifughe - il numero fatidico che permetterebbe di produrre in un anno l´uranio arricchito necessario per costruire una bomba - secondo l´Aiea passerà ancora del tempo. Baradei aveva ammonito che l´Iran si è comunque giocata il diritto di arricchire l´uranio creando «concreti elementi di sospetto» e che ora deve prima di tutto riconquistare la fiducia della comunità internazionale.
Pronta è arrivata la risposta del presidente Ahmadinejad. «Dobbiamo celebrare il raggiungimento di un´altra pietra miliare del nostro programma» ha detto ieri il presidente parlando a un raduno di studenti. «A Natanz sono operative 3000 centrifughe, che aumentano di settimana in settimana». Spettacolari successi nucleari vengono annunciati dai media iraniani un giorno sì e l´altro pure. A giugno era stato il ministro degli Interni Mustafa Pour Mohammadi a proclamare che l´Iran aveva già arricchito 100 chilogrammi di uranio e aveva 3000 centrifughe operative, mentre lo scorso lunedì di Pasqua, «giornata nucleare» a Teheran, Ahmadinejad annunciò solennemente che l´Iran poteva arricchire l´uranio «su scala industriale», cioè con almeno 3000 centrifughe.
Un bluff? Gli iraniani seguono un doppio binario: da una parte cercano di calmare la situazione cooperando con l´Aiea, dall´altra cercano di affermare che la tecnologia nucleare è orami un fatto acquisito e che è da qui che si deve ripartire per un negoziato. Del continuo, estenuante ping pong con Washington, fa parte anche la nomina, decisa ieri dal Leader Supremo Khamenei, di un nuovo comandante in capo dei Pasdaran proprio mentre gli Stati Uniti minacciano di classificare le Guardie Rivoluzionare come terroristi, in modo da colpire i loro enormi interessi economici. Mohammed Ali Jafari, il nuovo comandante dei Pasadarn, è considerato a Teheran ancora più ultrà del suo predecessore, Yahya Rahum Safavi.