Sergio Romano, Corriere della Sera 3/9/2007, 3 settembre 2007
Caro Romano, chi deve pagare i costi della politica? I politici alla domanda rispondono: la comunità, perché la politica ha un prezzo
Caro Romano, chi deve pagare i costi della politica? I politici alla domanda rispondono: la comunità, perché la politica ha un prezzo. Un referendum ha bocciato il finanziamento pubblico. Ma i politici insistono e non è detto che non riescano nell’intento di ripristinare quel finanziamento sotto una forma diversa ma di uguale sostanza. A questo punto mi chiedo: ma per farsi propaganda, per attrarre il maggior numero di elettori dalla propria parte politica, non bastano le vetrine televisive, le feste di partito, i quotidiani, i settimanali, le platee, il gratuito insomma, sebbene non il meno faticoso? Sarei curioso di sapere se è stato fatto uno studio su quale tipo di propaganda sia più proficuo. Qual è il suo giudizio sull’argomento? Cosa avviene negli altri Paesi europei in fatto di sussidi elettorali? Renato Malgaroli renatomalgaroli@alice.it • Un uomo politico risponderebbe che anche le feste di partito, i quotidiani e i settimanali hanno un prezzo. Ma noi potremmo rispondergli che questo prezzo deve essere pagato dai soci del partito, non dalla comunità nazionale. Resta naturalmente la possibilità di un contributo alle spese elettorali, oggi previsto dalla nostra legislazione con eccessiva generosità. Molti Stati ne ammettono il principio, ma alcuni di essi fissano un tetto oltre il quale i partiti non debbono spingersi. questa, credo, la soluzione migliore.