Corriere della Sera 2/9/2007 - Lettere, 2 settembre 2007
Nietzsche: la critica a Socrate Nell’articolo dedicato allo «scocciatore» Socrate ( Corriere del 29 agosto) Armando Torno ricorda il giudizio di Friedrich Nietzsche contro il filosofo greco che accettò di bere la cicuta
Nietzsche: la critica a Socrate Nell’articolo dedicato allo «scocciatore» Socrate ( Corriere del 29 agosto) Armando Torno ricorda il giudizio di Friedrich Nietzsche contro il filosofo greco che accettò di bere la cicuta. Anche se scritto con una sintassi affascinante, il passo è sostanzialmente una condanna della morale, di qualunque forma morale. Vorrei chiedere a Torno: non le sembra che in questo caso Nietzsche sia veramente un ispiratore del nazismo? E non le sembra che un simile atteggiamento diede ossigeno a quelle correnti di pensiero che giustificarono il ricorso alla violenza senza tener conto dei valori morali? Temo che la critica a Socrate nasconda quasi sempre qualcosa di velenoso, o meglio di particolarmente pericoloso. Più che l’uomo, i suoi critici odiavano e odiano la morale che egli ha sempre rappresentato e per la quale non ha esitato a morire. Chatia Cicero, Solaro (Mi) • La critica di Nietzsche faceva parte di una rilettura del mondo greco. Quanto egli ha scritto contro Socrate, lei può trovarlo nelle pagine che dedicò al poeta Teognide o nelle lezioni sulle origini della filosofia occidentale. Sul Nietzsche nazista si sono riempite biblioteche e non spetta a me aggiungere un fascicolo. Tuttavia le dirò che se egli si può considerare tale per i suoi attacchi ai sistemi morali, allora anche personaggi come Voltaire o Lutero si dovrebbero ritenere ispiratori del nazismo, dal momento che scrissero opere chiaramente antisemite, poi utilizzate dalla propaganda del Terzo Reich. E non mi soffermo su Wagner, che sotto questo aspetto era ancora più radicale. Che dire? Nietzsche accusò il cristianesimo, e la morale che lo caratterizzava, di essere la causa della decadenza dell’Occidente. Un’opinione che si può discutere ma che non è comunque un invito alla violenza. Armando Torno