Sergio Romano, Corriere della Sera 2/9/2007, 2 settembre 2007
Caro Romano, viaggiando dalle parti di Palm Springs (California) – come pure nel deserto dell’ Arizona – ho potuto notare immense aree su cui erano dislocati migliaia e migliaia di generatori eolici di corrente elettrica : come mai da noi – dove il vento non manca di certo – non si riesce a sfruttare adeguatamente questa inesauribile, gratuita e soprattutto non inquinante risorsa naturale? Ci sono dietro reali e gravi motivi ambientali e «paesaggistici» o più probabili e banali motivazioni petrol-economiche? Franco Milletti milletti@email
Caro Romano, viaggiando dalle parti di Palm Springs (California) – come pure nel deserto dell’ Arizona – ho potuto notare immense aree su cui erano dislocati migliaia e migliaia di generatori eolici di corrente elettrica : come mai da noi – dove il vento non manca di certo – non si riesce a sfruttare adeguatamente questa inesauribile, gratuita e soprattutto non inquinante risorsa naturale? Ci sono dietro reali e gravi motivi ambientali e «paesaggistici» o più probabili e banali motivazioni petrol-economiche? Franco Milletti milletti@email.it • Per molti ecologisti (in Danimarca, ad esempio) i mulini dell’energia eolica sono «inquinamento ambientale». Occorre ricordare inoltre che questa energia rinnovabile è adatta soprattutto a Paesi con particolari caratteristiche geografiche e climatiche: grandi pianure, venti frequenti. Le segnalo che la Germania produce con il vento un miliardo e 25 milioni di Kwh all’anno e che anche la Francia ha un programma ambizioso. Ma le installazioni dei due Paesi sono generalmente in grandi pianure. I governi italiani hanno molte responsabilità, ma non possono cambiare la geografia della penisola. Fra vento e sole credo che a noi convenga scegliere il secondo.