Varie, 31 agosto 2007
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Saladino Irving
• Colón (Panama) 23 gennaio 1983. Saltatore in lungo. Campione del mondo a Osaka nel 2007 (davanti ad Andrew Howe) • «[...] un fuoriclasse. Lo ha dimostrato anche sul palcoscenico di Osaka. Anzi, soprattutto sul palcoscenico di Osaka. Quell’8.57 all’ultimo tentativo con le spalle al muro, personale migliorato di un centimetro, dice tutto. Ma come ha fatto? ”Devo ammetterlo, pensavo di aver già vinto. Da un’oretta, con 8.46, ero in testa e nessuno, a parte l’8.30 iniziale di Phillips, si era avvicinato. Mi ero quasi deconcentrato. Poi, Andrew, all’improvviso, ha tirato fuori quell’impresa e per un attimo mi è caduto il mondo addosso [...] Invece ho avuto una grande reazione. E sono felice, perché ho trovato in me risorse che nemmeno immaginavo di avere [...] Il mio allenatore, il brasiliano Nelio Moura, mi ha gridato di tirare a tutta, di non avere paura. Ho seguito il suo consiglio e non ho badato a niente [...] Non c’era una via di mezzo. Era una situazione senza ritorno [...] Mi son detto: ”Sei il numero uno da due anni, hai lavorato tanto, non puoi fallire proprio ora’. E’ una vittoria ottenuta anche con la testa”. Fino al suo successo, in undici edizioni di Mondiali, l’oro del lungo era finito al collo di atleti di due soli Paesi, Stati Uniti e Cuba [...]”. Suo papà David è stato nazionale di baseball [...] ”Da ragazzino passavo ore sul diamante. Poi mio fratello maggiore ha cominciato a fare atletica e ho voluto imitarlo. Il mio primo allenatore, osservandomi, un giorno mi disse: ”Diventerai campione del mondo’ [...]”» (Andrea Buongiovanni, ”La Gazzetta dello Sport” 31/8/2007).