Patrizia Capua, la Repubblica 31/8/2007, 31 agosto 2007
NAPOLI
L´edizione italiana del National Geographic rilancia l´allarme Vesuvio ma sul rischio eruzione, paventato come possibile nell´immediato da uno studio pubblicato dalla rivista scientifica americana, piovono smentite e polemiche. Più di cento telefonate soprattutto di anziani che chiedevano informazioni su che fare e dove scappare, sono arrivate ieri mattina al centralino della Protezione civile di Napoli. Tanto che la Protezione civile sta valutando l´ipotesi di presentare una denuncia per "procurato allarme".
L´assessore regionale alla Protezione civile, Luigi Nocera, è perentorio: «Nessun pericolo imminente. Il monitoraggio del vulcano non rivela alcuna alterazione che possa fare ipotizzare scenari di rischio concreto e immediato di nuova eruzione». «Previsioni irrealistiche», taglia corto Enzo Boschi, presidente dell´Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «Attualmente non c´è alcun pericolo di eruzione» afferma il direttore dell´Osservatorio vesuviano, Marcello Martini, «i napoletani possono stare tranquilli, anche perché possiamo confidare in un sistema di monitoraggio geofisico e geochimico sofisticato, in grado di dare il preallarme nel caso di una ripresa delle attività vulcaniche».
La rivista statunitense sostiene anche che la prossima eruzione del Vesuvio potrebbe essere molto più forte di quella che nel 79 d. C. seppellì Pompei. Non solo. National Geographic chiama in causa anche l´attuale piano di emergenza, che non verrebbe «aggiornato significativamente da più di cinque anni: prevede l´evacuazione dei 18 comuni della zona rossa, su un´area di 200 chilometri quadrati, e 600mila persone: ma non di Napoli». Sulla stessa linea è Legambiente Campania: «Quello che più ci preoccupa è il piano di evacuazione. Un piano non ancora definitivo, che quando viene presentato è già vecchio». «Speriamo che il Vesuvio prosegua il suo sonno - conclude Legambiente - in attesa che la politica faccia della questione una faccenda nazionale da trattare con competenza, trasparenza e celerità». Pronta la replica della Protezione civile della Regione Campania. «Una polemica che esiste da oltre dieci anni - dice il dirigente Michele Palmieri - ma che non tiene conto del fatto che il piano è stato fatto prendendo in riferimento l´eruzione più probabile che possiamo avere, cioè quella di tipo subpliniano, e quindi un´eruzione che vede fondamentalmente colpiti i diciotto comuni della zona rossa e non Napoli. Nello studio americano, invece - continua Palmieri - si fa riferimento a un´eruzione molto più forte, quella di carattere pliniana». E la versione aggiornata del piano di evacuazione del 2001, sperimentata nell´ottobre scorso con il coinvolgimento della popolazione - puntualizza Titti Postiglione, del dipartimento della Protezione civile diretto da Guido Bertolaso - ne riduce i tempi da 7 a 3 giorni, prevede che le famiglie possano usare tutti i loro mezzi privati per allontanarsi, benché solo lungo i percorsi stabiliti, e che vi sia una prima tappa fuori della zona rossa (con accoglienza in alberghi e altre strutture fisse) prima della sistemazione definitiva degli sfollati presso parenti o i comuni gemellati. Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici, comune costiero nella "zona rossa", però accusa: «I piani non sono stati aggiornati né adeguati sulla base delle sperimentazioni fatte nel 2001».
Il direttore responsabile di National Geographic Italia, Guglielmo Pepe interviene per smorzare i toni: «Nessuna intenzione di suscitare allarmismi. Vogliamo solo informare sulle possibilità di eruzione ipotizzate dagli scienziati e, alzando la soglia di attenzione, stimolare le istituzioni a rendere sempre migliore il piano di evacuazione della popolazione».