Elisabetta Rosaspina, corriere.it 29 agosto 2007, 29 agosto 2007
I novecento abitanti di Huerta del Rey, piccolo borgo del nord della Spagna, volendo entrare nel Guinness dei primati come la comunità dai nomi più rari, battezzano i pupi con nomi quasi impossibili da pronunciare scovati tra dimenticate divinità greche, condottieri romani, re visigoti, leggende celtiche, eccetera
I novecento abitanti di Huerta del Rey, piccolo borgo del nord della Spagna, volendo entrare nel Guinness dei primati come la comunità dai nomi più rari, battezzano i pupi con nomi quasi impossibili da pronunciare scovati tra dimenticate divinità greche, condottieri romani, re visigoti, leggende celtiche, eccetera. Qualche esempio: Acislo, Basilides, Baraquisio, Burgondofora, Edeltrudis, Filogonio, Fredesvinda, Mainario, Rudesindo, Ursicinio, eccetera. Non tutti hanno un suono armonioso, ma quasi tutti hanno un significato elegante o un intento di buon augurio. Ad esempio Etelvina è un nome germanico che significa «regina madre», mentre Acisco viene dal latino e vuol dire «piccola mannaia». Non è ben chiaro come sia cominciata questa incontenibile voglia di originalità alla fonte battesimale. Ad ogni modo, con 300 cittadini dalle generalità quasi impronunciabili, il paese ha convocato per l’agosto dell’anno prossimo il Primo Raduno Internazionale dei Nomi Rari.