Il Sole 24 Ore 29/08/2007, pag.11 Stefano Carrer, 29 agosto 2007
LE TAPPE STORICHE
La nascita del Giappone moderno.
Dal 1868 attraverso la Restaurazione Meiji il Giappone si modernizza in tutti campi, compreso quello finanziario. Nel 1877 il genovese Edoardo Chiossone disegna la prima banconota da uno yen. Il riformatore Masayoshi Matsukata visita l’Europa e, da ministro delle Finanze negli anni 90, importa il sistema del "Crédit Foncier" francese, dando vita alla Nippon Kangyo Bank. Un aggressivo espansionismo caratterizza l’ascesa giapponese tra le potenze economiche mondiali, dalla prima guerra sino-nipponica (1895) alla creazione di un vasto impero coloniale, fino all’ingresso nella Seconda guerra mondiale con l’attacco a Pearl Harbour. Dopo la resa agli Usa (15 agosto 1945) l’amministrazione del Giappone sarà affidata al generale Douglas MacArthur
Dopoguerra: il ruolo delle banche.
Dopo la fine dell’occupazione americana (nella foto al centro il generale Douglas MacArthur), nel 1952 il ministro delle finanze Hayato Ikeda promuove la centralità delle banche come canale di finanziamento dello sviluppo economico ed enfatizza il ruolo delle long term credit banks
Le potenze petrolifere.
Masamoto Yashiro viene assunto alla Standard-Vacuum Oil, la Esso giapponese (oggi Exxon), nel 1958 e la lascerà da presidente solo nell’89. Vive gli anni del boom del settore petrolifero, periodo del miracolo economico giapponese, quando il mercato energetico è dominato dalla Standard Oil del New Jersey, di New York e della California, e da Royal Dutch Shell, Bp, Gulf Oil e Texaco, ovvero le cosiddette "Seven sisters". Ma sono anche gli anni in cui cresce esponenzialmente il peso dell’Opec, il cartello di produttori sorto a Baghdad nel 1960, che nel ’73 arriva a dichiarare l’embargo petrolifero. Il Giappone ancora nel 2006 era al primo posto per consumi tra i Paesi non produttori (dati Eia)
L’accordo del Plaza. L’economia giapponese entra in fase di surriscaldamento dopo l’accordo del Plaza (nella foto l’hotel sede del summit dell’85 a New York) e la rivalutazione dello yen. Le banche elargiscono prestiti, supportando la foga espansiva delle imprese e i loro insostenibili progetti immobiliari
Bolla economica e crisi del sistema. I lunghi anni di deflazione e ristagno economico portano a un’emergenza finanziaria sistemica verso la fine degli anni 90, con la crisi dei prestiti inesigibili non più occultabile. Scoppiano tutte le magagne di un sistema di rapporti incestuosi tra banche e imprese e di "fedeltà" alla clientela storica al di là delle regole economiche. Alcuni istituti di credito falliti vengono nazionalizzati e ceduti a investitori stranieri, soprattutto fondi di investimento americani. La Long Term Credit Bank of Japan diventa Shinsei Bank sotto l’egida del fondo Ripplewod; la Nippon Credit Bank diventa Aozora Bank con l’ingresso del fondo Cerberus; la Sowa Bank diventa Tokyo Star Bank dopo esser stata rilevata dal fondo Lone Star
La stabilizzazione. Heizo Takenaka, dal 2001 ministro per la Politica economica e fiscale, risolve drasticamente il problema dei non performing loans. Con Ipo in Borsa gli stranieri rientrano dagli investimenti e le banche nipponiche, dopo una serie di fusioni, tornano a generare profitti