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 2007  agosto 30 Giovedì calendario

BOGLIASCO

(Genova)
Ieri mattina Antonio Cassano ha visionato altre due ville sulla Riviera di Levante. La vuole sul mare. «Sulla strada dall’aeroporto, quando è arrivato, non toglieva lo sguardo dal finestrino – racconta il d.g. Beppe Marotta ”. "Quanto mi mancava il mare", ripeteva. Ha già visitato i carruggi di Genova e, con piacere, li ha trovati simili ai vicoli di Bari». La vuole sul mare e grande, perché adesso abita in un albergo di Nervi con un cugino, ma presto arriveranno la mamma e altri cugini. La famiglia. Alla presentazione, Cassano non ha promesso gol, ha chiesto affetto. Un po’ lo chiederà ai nuovi tifosi, un po’ se lo porta da casa. Perciò la villa dovrà essere grande. «Ma non è semplice – spiega il team manager Giorgio Aiazzone ”. Anche perché ai liguri piacciono i mobili antichi, ad Antonio quelli moderni. Però è divertente andare in giro con lui, è sempre allegro, scherza. Guarda il mare ed è felice». Il fido Giorgio è diventato il bersaglio della simpatia di Cassano. Da giorni setacciano insieme la riviera. Gheddafi, in circostanza simili, si arrese e occupò la villa di Garrone a Portofino. Non avendo petrolio in casa, Cassano dovrà digerire i mobili liguri. Il fido Aiazzone, in materia, suona come una garanzia.
BAGNINO Anche senza petrolio, però, il presidente Garrone ha già adottato il Talentino, travolto dalla sua allegria senza filtri. «Hey, presidente! », gli ha detto al primo incontro, con una pacca da amicone. E al petroliere è venuta la faccia di Pippo Baudo quando gli salta in braccio Benigni. «Antonio è un fantasista della vita», spiega Marotta. Ha ragione. I giocatori del Doria arrivano a Bogliasco con il beauty Vuitton e la cintura Dolce&Gabbana, come da manuale di categoria. Antonio con infradito bianche, jeans al ginocchio, canottiera a strisce bianche e azzurre. Niente in mano. Sembra uscito dai Bagni Sole e Mare, come uno di noi. Anche per questo il popolo doriano già lo adora. Lo invocano, lo chiamano, non meno di Mon-tella e Bellucci, gli eroi di Siena. E’ umano. I Volpi e i Palombo non tradiscono mai, puntuali e utili come lo stipendio a fine mese, ma Cassano è il «gratta e vinci» della Samp, magari non c’è sotto niente, ma se c’è ti cambia la vita. Per questo la gente urla: «Antonio!», lui saluta, calcia in porta ed esulta come fanno i bambini all’oratorio, quando sognano di essere in uno stadio vero. Antonio ha una voglia di stadio vero, pieno di affetto, che non ci sta più dentro.
ASCIUTTO Voleva già giocare stasera contro l’Hajduk: «Perché non posso?» Gli hanno spiegato che, prima di ogni turno di coppa, si consegna una lista all’Uefa e lui non c’era dentro. E poi deve tirarsi a lucido. Cassano è Pinocchio che ha promesso di fare il bravo. A Mazzarri, toscano come Collodi, tocca il ruolo-guida del Grillo Parlante: «Ci confrontiamo ogni giorno, lo seguo. Antonio mi ha promesso delle cose che sta mantenendo. Dei suo lavoro sono soddisfatto. Ma non mi pongo limiti di tempo. Vedremo». Due allenamenti al giorno. Al mattino l’amico Montella gli presta la Mercedes e Antonio raggiunge Bogliasco da solo. E da solo si ferma in campo, dopo la seduta pomeridiana, per un’altra serie di scatti. Esce stravolto. Gli innamorati di Bogliasco lo attendono fuori dallo spogliatoio, lo massacrano di fotografie, gli chiedono: «Segnerai nel derby? ». Antonio si mette in posa, sorride a tutti. Pinocchio fa il bravo, anche se ogni tanto ritorna burattino. Nella corsa è sempre orgogliosamente ultimo. Nicolò Frustalupi, collaboratore di Mazzarri e figlio di Mario, ex centrocampista di Inter e Samp, corre davanti a lui e cerca di riportarlo in gruppo, come un gregario dopo una foratura. Il preparatore Giuseppe Pondrelli spiega un esercizio di stretching: gambe larga da rana, busto piegato, gomiti a terra. Solo Cassano si appoggia più comodamente sui pugni. Il preparatore prova a correggerlo. Antonio persevera. Forse il primo dice: «Lo dico per te». Forse l’altro risponde: «Se serve a me, decido io». Però quando sfreccia tra i paletti s’intravede una reattività antica. Il popolo di Bogliasco studia il vento che schiaccia la maglia sugli addominali del Talentino e fa il Totò-peso. «E’ dimagrito». «Ha esagerato quando ha parlato di 3 kg in più – spiega il dottor Amedeo Baldari ”. Non è grasso, ha una muscolatura massiccia. E comunque qui si è ulteriormente asciugato. Sta reggendo bene il carico di lavoro. Leggendo certe cose sul suo stato di forma, pensavamo molto peggio».
ESORDIO Col pallone tra i piedi, in partitella, Cassano è felice come davanti al mare. Scatta, segna, solleva applausi, chiede palla, striglia i Primavera. E’ su di giri. Anche troppo. Pare che Volpi, a nome di quelli che portano a casa lo stipendio, gli abbia già suggerito di un tacca in meno di euforia. Ma alla gente piace così. Stasera riceverà la prima dose dell’affetto che ha chiesto: se accetta, gli faranno fare un giro di campo a Marassi, prima di Hajduk-Samp. In maglia doriana debutterà nell’amichevole del 9 settembre, organizzata nella sosta per la Nazionale. Un anno fa Cassano era al Saint-Denis col 10 azzurro sulla schiena. Ora proverà a ripartire ai margini di Italia-Francia. «Era da cinque anni che a Bogliasco non cinguettavano gli uccelli in campo», osserva uno. Merito di Antonio? E’ un «gratta e vinci». Può cambiarti la vita.