Elena Dusi, la Repubblica 30/8/2007, 30 agosto 2007
ELENA DUSI
ROMA - Per arrampicarsi sull´Empire State Building il geco è il modello da imitare. Tutti i tentativi di riprodurre quel concentrato di fisica che sono le sue zampe adesive, però, sono crollati finora di fronte alla stessa difficoltà: l´uomo è più pesante della piccola lucertola e gli scotch nati in laboratorio sono riusciti tutt´al più a trattenere per pochi secondi incollato al soffitto un pupazzo dell´Uomo Ragno da 40 grammi. Nicola Pugno, ingegnere e fisico del Politecnico di Torino è riuscito con i suoi colleghi a descrivere un tessuto adesivo capace di sorreggere il peso di un individuo. E i dettagli delle sue ricerche sono pubblicati sul Journal of Physics con il suggestivo titolo "Verso la tuta dell´Uomo Ragno".
«Se non avessi mai visto un geco con i miei occhi camminare su un vetro liscio a dorso in giù e mi fossi affidato solo alle mie conoscenze di fisica, avrei detto: impossibile» racconta il docente di Scienza della nano e biotecnologie. Che precisa: «No, nessuna passione per l´Uomo Ragno, ma per i gechi sì, e in laboratorio ne allevo alcuni». La tuta adesiva studiata al Politecnico avrà sulla superficie miliardi di filamenti di poche centinaia di nanometri (milionesimi di millimetro). Il materiale scelto è il carbonio, assemblato in nanotubi tanto sottili da poter essere visti solo al microscopio elettronico. E l´atout che Pugno cerca di sfruttare si chiama "forza di Van der Waals". lei che permette a due strati di molecole estremamente vicini di aderire. E se normalmente l´effetto è tanto debole da passare inosservato, nel caso dei gechi la questione cambia. I milioni di minuscole setole delle sue zampe a loro volta si ramificano in miliardi di ancor più sottili filamenti detti spatulae e moltiplicano la superficie di aderenza tra l´arto e la parete amplificando la forza di Van der Waals.
«La sfida per noi - spiega Pugno - è realizzare spatulae altrettanto sottili, lunghe e ramificate evitando che si incollino fra loro. Il tessuto adesivo deve essere abbastanza forte da sorreggere il peso di un individuo, ma deve anche staccarsi con facilità per consentire all´Uomo Ragno di spostarsi. Su una scala da uno a dieci, direi che siamo alla tappa numero sei verso la realizzazione finale».
Per potenziare l´effetto aderente, la tuta da Uomo Ragno avrà sulla superficie anche minuscoli uncini simili al velcro. E a completare il suo articolo, Pugno descrive anche un filamento ispirato alla tela del ragno tanto sottile e resistente da permettere di realizzare funi trasparenti. Oltre che arrampicarsi sull´Empire State Building, così, l´Uomo Ragno del Politecnico potrà anche saltare tra i grattacieli.
«I miei colleghi americani hanno ricevuto finanziamenti anche dalla Nasa» spiega il fisico-ingegnere. «Io ho studiato dal punto di vista fisico come realizzare la tuta adesiva, ma per realizzarli ho bisogno della collaborazione di laboratori molto più avanzati dal punto di vista tecnologico». All´inizio di agosto la rivista Nature aveva pubblicato un altro esperimento ispirato alle zampe del geco. Phillip Messersmith dell´americana Northwestern University aveva aggiunto alle spatulae artificiali del suo scotch anche una molecola presa dal fondo del mare. Perfezionando la tuta adesiva con la colla che tiene unite le valve e dispiega il suo potere nell´acqua, l´uomo-geco potrebbe arrampicarsi anche sugli scogli.