Elsa Vinci, la Repubblica 30/8/2007, 30 agosto 2007
ELSA VINCI
ROMA - «Si ritorna allo Stato», annuncia il ministro Amato. Se i Comuni restano inerti, al catasto delle aree incendiate penseranno i prefetti. L´ultimatum ai Comuni è in un´ordinanza, firmata dal premier Romano Prodi e presentata dal responsabile dell´Interno e dal capo della protezione civile, Guido Bertolaso. la prima risposta alle tragedie di Peschici e di Patti, all´estate dei roghi. Il provvedimento che assegna 5 milioni di euro alle aree devastate di Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, sarà seguito presto da un bis per tutte le regioni.
Se entro 15 giorni dal disastro, i sindaci non registreranno il perimetro delle aree bruciate, perderanno la competenza di merito, al catasto penseranno i prefetti, «non eletti, non a rischio di pressioni». Così entro fine ottobre si avrà la mappa regolamentare delle aree devastate dalle fiamme quest´estate. Essenziale per l´intervento delle forze dell´ordine in quelle zone, per impedire ciò che la legge del 2000 proibisce: edificazioni abusive, pascoli, coltivazioni e persino campeggi liberi. Ma soprattutto è la medicina che potrebbe togliere la voglia ai piromani. «Se si sa che non ci si può fare nulla sull´area bruciata - spiega Giuliano Amato - molti stimoli a tornare incendiare vengono meno». Nel giorno dell´ultimatum arriva l´anatema del Papa. Contro «le azioni criminose» degli incendiari e «l´irresponsabile comportamento» di chi provoca disastri naturali «mettendo a rischio l´incolumità delle persone e distruggendo il patrimonio ambientale». Italia, Grecia, Spagna, la preghiera di Benedetto XVI va ai morti, vittime «di azioni contro l´umanità».
Quest´estate di incendi, riflette il ministro dell´Interno, «ha finito con l´essere un tragico tagliando sul nostro sistema decentrato di governo». Un tagliando che ha evidenziato una serie di «difficoltà»: di coordinamento e non solo. «L´ordinanza ha ridistribuito responsabilità che in determinate circostanze gli enti che le avevano non hanno saputo esercitare», afferma Amato. All´articolo 1 Bertolaso viene nominato commissario delegato: gli vengono conferiti i poteri per i primi interventi urgenti (comprese le indennità per i danni), mentre per l´adozione delle iniziative si avvarrà dei presidenti delle Regioni o dei prefetti. Saranno questi soggetti, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell´ordinanza (lunedì prossimo) a individuare i comuni inadempienti. «Positivo» il giudizio del ministro dell´Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.
Anche ieri l´Italia in fiamme, 222 roghi di cui 86 in Calabria. Nel Salernitano è stata arrestata una farmacista piromane. «Spesso la mafia non c´entra - dice il ministro - Sarebbe così comodo per noi dire: è stata la criminalità organizzata». Spiega che in genere sono persone legate alla pastorizia, «che sperano con l´incendio di poter riavere il pascolo per le bestie» (27 casi), persone che pensano alla ripulitura dell´incendio (15) o legate all´attività di spegnimento (9 tra volontari e operai). Ci sono anche i conflitti personali, tipo liti tra vicini (6 casi). E ancora ritorsioni, bracconaggio. «Il problema - afferma Bertolaso - è la scarsa applicazione della legge e la mancata applicazione di misure restrittive per chi è colto in flagrante». Pene, annuncia il ministro, che «forse quest´anno saranno più dure che in passato». Ma è giusto equiparare gli incendiari ai terroristi, come ha fatto la Grecia? Amato risponde: «Mi sembra una trasposizione un po´ osè».