Luca Iezzi, la Repubblica 30/8/2007, 30 agosto 2007
ROMA - Curarsi, viaggiare, studiare. Basta aggiungere il marchio della fede per svolgere queste attività in un mondo a parte: regolato meno e più favorevolmente
ROMA - Curarsi, viaggiare, studiare. Basta aggiungere il marchio della fede per svolgere queste attività in un mondo a parte: regolato meno e più favorevolmente. La legge riconosce privilegi a tutte le attività connesse alla religione: ciò che serve per alloggiare, sostenere, assistere e formare i fedeli non può essere tassato come un´attività a fini di lucro. Chiaro in teoria, ma nella pratica la linea di confine diventa abbastanza confusa: ostelli per pellegrini che diventano alberghi a quattro stelle, conventi che diventano resort alla moda; ospedali che godono dell´extraterritorialità eppure a cui lo Stato riconosce finanziamenti direttamente in ogni Finanziaria. L´inchiesta dell´Ue sui regimi fiscali riporta al centro l´attenzione soprattutto la questione immobiliare. Un vero e proprio ginepraio: al vertice c´è l´Apsa, sigla che sta per l´Amministrazione patrimoniale della sede apostolica che gestisce gli immobili della città del Vaticano e tutta una serie di fabbricati specie a Roma. Per molti di loro bisogna rifarsi ai Patti Lateranensi e diversi regimi di extraterritorialità Ma l´Apsa controlla anche proprietà "normali" in territorio italiano sottoposte specie negli ultimi anni a "normale" speculazione edilizia spesso attraverso società lussemburghesi e quindi lontano dalle grinfie dell´Erario. Tutta italiana poi la questione degli immobili di proprietà di enti religiosi e quindi "esentabili" dall´Ici. Visto che la legge impone il tributo solo nel caso l´attività sia «esclusivamente» commerciale il meccanismo più utilizzato è quello di affiancare e riconvertire solo una parte ad attività economica. La doppia attività ha trasformato conventi e seminari di pregio in hotel a quattro stelle o comunque centri famosi e ricercati dove si accettano visite e denaro da fedeli e non. Esempi di accoglienza "di lusso" si possono trovare a pochi passi dal Castel S. Angelo a Roma dove i Carmelitani condividono un albergo da 83-120 euro a notte con Tv satellitare, frigobar e aria condizionata. Più esclusive le 7 camere dentro uno dei monumenti più famosi di Milano: l´abbazia di Chiaravalle. Sempre in tema di ospitalità monastica d´alta gamma da segnalare il monastero di Camaldoli in provincia di Arezzo che attira intellettuali, politici o semplici turisti che amano la Toscana. A Cortina poi una vera e propria istituzione sono le Orsoline che da mezzo secolo danno ospitalità a prezzi modici in un ex albergo a vip e turisti. Culto dell´ospitalità, ma anche valutazione dell´unicità della propria offerta. Offerte per ritiri spirituali e gruppi di fede, ma anche per il turista straniero (di qualsiasi fede) che vuole soggiornare in una città d´arte. Tra case ferie, seminari e casa accoglienza le strutture che in Italia sono oltre 1000, tutte "parzialmente" riconvertite, e quindi al riparo dall´Ici, molte di loro sono facilmente rintracciabili su Internet. In alcuni casi la gestione passa a società laiche, ma la proprietà rimane all´ente religioso. Quello del turismo religioso è un vero e proprio network parallelo e capillare, spinta dalle numerose ristrutturazioni realizzate in questi anni spesso con l´aiuto pubblico. Il business dell´ospitalità genera 40 milioni di clienti l´anno scorso: 250 mila posti letto e oltre 4000 strutture. Gran parte del traffico è gestito direttamente dal tour operator vaticano l´Opera Romana Pellegrinaggi che conta 2500 agenzie convenzionate e offre pacchetti completi, viaggi aerei, pernottamenti sia in alberghi normali che in quelli religiosi. Regimi particolari anche nella Sanità, con le strutture (per lo più di eccellenza) nate da iniziative religiose che invariabilmente ci guadagnano nei rapporti con il Servizio Sanitario nazionale. Il Bambin Gesù, uno degli ospedali pediatrici più famosi d´Italia, vede i suoi rapporti con lo Stato italiano regolati da un trattato internazionale con tanto di ratifica sulla Gazzetta Ufficiale (fu donato nel 1924 direttamente al Papa dai fondatori, la famiglia aristocratica Salviati). Gode di finanziamenti pubblici nazionali per la sua attività di ricerca, e dei rimborsi dalla Regione Lazio per l´attività quotidiane in quanto struttura convenzionata, ma non ogni modifica alle sue prerogative deve essere contrattata con il Vaticano dal ministero degli Esteri. Insomma una situazione in cui lo Stato paga ma non comanda. Anche per 7 ospedali "classificati" tenuti da religiosi nel Lazio vale un regime particolare: espressamente convenzionati nel 1978 (all´istituzione del Ssn) non possono perdere questa qualifica indipendentemente dalle necessità della Regione. Per il Policlinico Gemelli e l´Università Cattolica ad esso collegate vale invece il trattamento delle strutture private per Sanità e istruzione. Un settore quest´ultimo che ha già suscitato polemiche da quando lo Stato ha iniziato a finanziare gli istituti privati. Il mondo cattolico non più di tre giorni fa ha accolto con piacere l´annuncio di un innalzamento a 500 milioni di euro da parte del ministro per la pubblica istruzione Giuseppe Fioroni degli stanziamenti per le scuole non statali dove le istituzioni cattoliche la fanno da padrone.