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 2007  agosto 30 Giovedì calendario

VLADIMIRO POLCHI

ROMA - E´ il "popolo dei semafori": romeni, più spesso rom, giovani, anche minorenni, organizzati, residenti nei centri urbani del nord e centro Italia. Occupazione? Lavavetri. Luogo di lavoro? Gli incroci delle città italiane. Contro di loro, i comuni - Firenze in testa - vanno ora alla guerra. Ma chi sono davvero i lavavetri?
«Quello ai semafori è il mestiere d´ingresso in Italia - spiega Giuseppe Sciortino, sociologo delle relazioni etniche all´università di Trento - Dieci anni fa era appannaggio dei polacchi, poi fu dominato dagli albanesi, oggi è in mano ai romeni, la cui presenza è in forte espansione dopo l´apertura delle frontiere (oggi i romeni sono cittadini Ue, ndr)». Componente significativa è quella dei rom e «tra di loro si verificano più frequentemente casi di sfruttamento di minori». Dove vivono? «Vivono e lavorano - risponde Sciortino - solo nei grandi centri urbani, per lo più del nord e centro Italia».
Fotografarne la presenza sul territorio non è però facile. A Milano mendicanti e lavavetri sono più di 600, per lo più romeni, molti rom (soprattutto donne) e qualche disabile. Sono spesso organizzati tra loro: presidiano il "posto di lavoro", affinché nessuno metta piede nel loro incrocio. In qualche caso sono sfruttati da chi gli ha pagato il viaggio d´ingresso in Italia.
A Firenze, invece, in seguito all´emanazione dell´ordinanza, i lavavetri sono spariti dalle strade. Prima in città se ne contavano circa 60, divisi per zone. Verso l´ospedale Careggi, i peruviani; fuori dai viali, i marocchini; lungo i viali, romeni e rom (i più numerosi).
Anche a Bologna i controlli di polizia, attivati dalla giunta Cofferati due anni fa, hanno funzionato: pochi rom, per lo più minori, si improvvisano oggi lavavetri, soprattutto nei giorni di Fiera. Quanto a un eventuale racket alle loro spalle, un´inchiesta della magistratura ha portato a un nulla di fatto. A Genova, il fenomeno è quasi sconosciuto: una decina, al massimo, gli incroci presidiati, qualche marocchino, più romeni. Pochi anche a Torino, dove più che i lavavetri (i maggioranza uomini magrebini, pochi gli slavi) a preoccupare sono i parcheggiatori abusivi, numerosi e aggressivi soprattutto vicino agli ospedali.
A Roma, invece, i lavavetri sono molti e il mercato, secondo gli accertamenti degli agenti della polizia municipale, è in mano (per oltre l´80%) a romeni organizzati in famiglie ben riconoscibili. Ma non manca la concorrenza di pakistani e marocchini. A Napoli non c´è incrocio senza un lavavetri (per lo più nordafricani e rom) o un venditore ambulante (indiano o srilankese). Non è raro incontrarli ai caselli della tangenziale. Poi, alle otto di sera, i rom sparsi agli incroci vengono raccolti da pulmini guidati da loro connazionali, che li riportano ai rispettivi alloggi.
A Bari, dopo gli annunci di questi giorni, i 30 lavavetri della città sono quasi tutti spariti. Prima erano albanesi, oggi sono romeni e rom ben organizzati e oggetto di una recente inchiesta della procura per sfruttamento di minori. Neppure a Palermo i lavavetri sono numerosi: le strade sono comunque in mano a nordafricani e rom, che attuano una sorta di divisione del territorio. I minori sono per lo più impiegati nella vendita di piccoli oggetti e nell´elemosina.
Intanto, sulla scia del giro di vite di Firenze, il sindaco di Salerno fa sapere di aver già dato mandato alla polizia municipale di combattere i lavavetri ai semafori. E il primo cittadino di Viareggio ha da tempo firmato un´ordinanza che prevede multe da 25 a 500 euro per lavavetri, venditori abusivi, distributori di volantini e mendicanti insistenti, che disturbino gli automobilisti fermi ai semafori.
Padova, invece, ha deciso di eliminare il problema alla radice: 30 semafori sono stati spenti e sostituiti con altrettante rotatorie.