Paola Pollo, Corriere della Sera 29/8/207, pagina 23., 29 agosto 2007
Elisabetta Gregoraci si definisce «una ragazza normale»: «Sono una ragazza che dopo il diploma in ragioneria, per fare il lavoro che voleva fare è andata via dal paesello di 15 mila abitanti
Elisabetta Gregoraci si definisce «una ragazza normale»: «Sono una ragazza che dopo il diploma in ragioneria, per fare il lavoro che voleva fare è andata via dal paesello di 15 mila abitanti. Ora vivo in un bilocale a Roma, lavoro e faccio la spola tra Soverato e Londra, su voli di linea. Un mese all’anno sto su una barca di 63 metri, è vero. E con Flavio salgo sull’aereo privato. Ma ho il mio lavoro». Racconta che da bambina era «pestifera. Un maschiaccio, alle bambole preferivo le macchinine telecomandate. E mi sono temprata con 11 anni di karate. Sono cintura nera. Sognavo di fare la poliziotta o l’ispettrice. Per un senso di giustizia: mia madre ci teneva che io e mia sorella capissimo la differenza tra bene e male. E poi papà era un impiegato, ma pure cintura nera settimo dan e ha insegnato per anni karate agli agenti». Già da allora tuttavia amava il mondo dello spettacolo e prendeva sempre la spazzola della mamma che usava a mo’ di microfono giocando a fare la presentatrice.