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 2007  agosto 29 Mercoledì calendario

Guadagnare con l’indice Harry Potter. La Stampa, mercoledì 29 agosto Investire con Harry Potter. Dall’America arriva il «Potter Index», un indice che tiene conto dell’andamento delle grandi società che fanno affari con la saga del maghetto e che ha fatto registrare nella prima metà del 2007 - ante lancio di «Harry Potter and the Deathly Hallows», l’ultimo libro, uscito negli Usa il 21 luglio; in Italia arriverà a gennaio 2008 - una performance dell’11%

Guadagnare con l’indice Harry Potter. La Stampa, mercoledì 29 agosto Investire con Harry Potter. Dall’America arriva il «Potter Index», un indice che tiene conto dell’andamento delle grandi società che fanno affari con la saga del maghetto e che ha fatto registrare nella prima metà del 2007 - ante lancio di «Harry Potter and the Deathly Hallows», l’ultimo libro, uscito negli Usa il 21 luglio; in Italia arriverà a gennaio 2008 - una performance dell’11%. Nettamente superiore al 7,6% di S&P 500, il paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione, e all’8,8% del Dow Jones. Sono dieci le aziende che formano l’index (creato da un analista di CnnMoney.com). Apre la lista Amazon.com, la megalibreria on line, con una performance del 74%. E con prospettive ottime: le prenotazioni per il settimo e ultimo libro hanno superato quota 2,2 milioni di copie. Quanto ai conti, Amazon.com ha chiuso a giugno il secondo trimestre 2007 con un +35% di vendite, salite a 2,8 miliardi di dollari e un +257% di utile (sì, letto bene: è salito a 78 milioni di dollari dai 22 del secondo trimestre 2006). Amazon si aspetta nell’immediato futuro di incrementare le vendite del 30-38% e l’utile operativo dell’88-175%. L’effetto Potter è già misurabile, invece, per Barnes & Noble, 792 librerie in 50 stati, che ha tirato i conti il 4 agosto scorso: le vendite complessive sono salite dell’8% (a 1,2 miliardi di dollari) rispetto allo stesso periodo del 2006, grazie appunto al lancio del settimo libro. Senza l’«effetto maghetto», la società stima che si sarebbero fermate a un +1%. Nel «Potter index», però, Barnes & Noble non brilla: è sotto del 2,6%. Ma, appunto, non era ancora uscita l’ultima avventura. In calo nell’indice, del 12,8%, anche Borders Group, 1200 librerie: nel primo trimestre aveva aumentato le vendite del 2% (876,8 milioni di dollari), ma il valore per azione - 0,61 cents - si era quasi dimezzato rispetto al 2006. Attesi, anche in questo caso, gli influssi benefici del mago. Nella lista c’è anche Hasbro, l’azienda che ha trasformato Potter in «candies», la cui performance è del 18%. E poi, Mattel, che con giocattoli e puzzles dedicati al personaggio creato dalla scrittrice JK Rowling ha un rendimento del 13,5%. Il colosso delle caramelle, che ha chiuso i conti a fine giugno, nel secondo trimestre ha aumentato il fatturato netto (691,4 milioni di dollari) del 31%; le vendite del 7%; per Mattel l’utile netto è passato da 37,4 milioni a 43,1. L’editoria, ora. E’ Scholastic a tirare le fila, vale a dire la casa editrice che pubblica le avventure di Harry Potter negli Usa. La sua performance, per CnnMoney.com, è dell’1,2%, ma gli analisti si aspettano dal primo trimestre 2008 un balzo del fatturato del 64%. L’andamento di questo valore è strettamente legato alla saga: nel 2006 il fatturato di Scholastic valeva 2,17 miliardi di dollari, contro i 2,28 miliardi del 2005, un calo dovuto al rallentamento delle vendite di «Harry Potter and the Order of Phoenix», lanciato nel giugno 2005. Nel 2008 la casa editrice stima - con le vendite di «Harry Potter and the Deathly Hallows» - di portarlo a 2,3-2,5 miliardi. Per l’intrattenimento l’indice punta su Imax, 280 sale cinematografiche: la sua performance, del 13%, è legata al lancio del film in versione «big screen 3d» del quarto Potter. E non può che migliorare: l’11 luglio è uscito nei cinema Usa «Harry Potter and the Order of the Phoenix», che ai primi d’agosto aveva già incassato 28 milioni di dollari. C’è poi anche Time Warner, che controlla Warner Bros, produttore dei «movies» del beniamino di Little Whinging (la città immaginaria del Surrey dove abita Potter): nell’index non va benissimo, è sotto del 3%, ma si prevedono incrementi con l’ultima pellicola, che dovrebbe incassare circa 3,5 miliardi di dollari. Nel «paniere Potter», infine, due debuttanti: General Eletric, maggior azionista di Nbc Universal, che attraverso Universal Studios ha annunciato l’apertura di un parco a tema nel 2009 a Orlando in Florida; Eletronic Arts, licenziataria del videogame del maghetto, che grazie al gioco «Harry Potter and the Order of Phoenix» si aspetta di chiudere l’anno fiscale con +100 milioni di fatturato, a 3,2-3,5 miliardi di dollari. Fabio Pozzo