Il Sole 24 Ore 28/08/2007, pag.34 Giuliano Balestreri, 28 agosto 2007
Playboy alla conquista della City. Il Sole 24 Ore 28 agosto 2007. MILANO. Chissà cosa penseranno i clienti abituali di Burberry o di Chanel quando il prossimo 14 settembre uscendo dal loro negozio preferito incontreranno decine di conigliette di Playboy
Playboy alla conquista della City. Il Sole 24 Ore 28 agosto 2007. MILANO. Chissà cosa penseranno i clienti abituali di Burberry o di Chanel quando il prossimo 14 settembre uscendo dal loro negozio preferito incontreranno decine di conigliette di Playboy. La reazione più naturale sarà quella di sorridere, convinti magari di essere in mezzo a uno scherzo. Niente di più lontano dal vero. Tra poco più di due settimane, infatti, Playboy tornerà sulla sua piazza preferita e ha deciso di farlo passando attraverso la porta principale. Il gruppo di Chicago aprirà un negozio di cinque piani nel centro di Oxford Street, il cuore pulsante dello shopping londinese a pochi passi da quella Carnaby Street (dove negli anni Sessanta nacque la prima minigonna di Mary Quant) e da Bond Street, la strada del lusso dove tra le vetrine di Hermés e Dolce&Gabbana c’è la storico negozio di Church’s: la scarpa inglese per eccellenza. Quello di Playboy sarà così un ritorno all’antico, ma con la voglia di stupire. Potrebbe, però, anche essere l’inizio di un nuovo corso per portare la maison dell’erotismo a crescere in tutta Europa. A Londra il gruppo inaugurerà un negozio, ma sono già avviate le trattative per riaprire lo storico casinò che fino al 1981 ha animato le notti dello "swing" britannico. Con la scommessa inglese, Playboy va in decisa controtendenza rispetto a tutto il mondo dell’erotismo. Se la massa è convinta che il futuro delle "luci rosse" sia solo online, Hugh Hefner (il vero pioniere del settore insieme a Larry Flynt) crede che la gente voglia ancora guardare dal vivo le sue belle ragazze, ma soprattutto desideri entrare in un mondo (definito "lifestyle") tutto particolare. All’interno del negozio di Oxford Street si potranno acquistare vestiti, ma anche accessori e cosmetici: per lui e per lei. Il padre e padrone di Playboy, Hugh Hefner (che ha lasciato il timone del gruppo alla figlia Christie) creò la prima rivista "per soli uomini" nel 1953. In pochi anni la sua pietra dello scandalo divenne una miniera d’oro con un record di 7,2 milioni di copie vendute con il numero di novembre del 1972. La rivista si trasformò così in un business a 360 gradi: un impero quotato a Wall Street e valutato non meno di 800 milioni di dollari. Prima furono le conigliette, la vera passione di Hefner: erano (e sono) le sue ragazze. Vestite nei loro corsetti, con tacchi vertiginosi e le immancabili orecchie da coniglietto. Poi arrivarono i gadget e soprattutto le case da gioco. Negli anni Sessanta, il Playboy Club di Park Lane, nel cuore della Londra "bene", era il casinò più redditizio del mondo intero. Per la puritana Inghilterra, la scoperta fu quasi uno choc. Margaret Thatcher, la lady di ferro, non ci pensò un attimo. Due anni dopo essere entrata al numero 10 di Downing Street, nel 1981, revocò la licenza alla casa di Hefner. Adesso, venticinque anni dopo (e dopo 10 anni di Governo laburista), le congliette di Playboy sono pronte per tornare tra i tavoli verdi, ma prima dovranno mettersi in fila, davanti a casa Hefner. E sì perché ogni gruppo ha le sue regole e quelle di Chicago sono particolarmente rigide in materie di ragazze. A Macao, dove la società ha appena aperto uno spazio da 3.700 metri quadrati, sono già iniziate le selezioni. A Londra il recruiting inizierà non appena sarà scelto il luogo dove sorgerà il nuovo Playboy Club, ma c’è da scommettere che arriveranno richieste da tutto il mondo. La decisione di tornare in Europa, dove la rivista non ha mai cessato di essere pubblicata, ma soprattutto a Londra, segue l’esempio di diversi retailer che hanno deciso di puntare con decisione sulla capitale inglese. Da Notting Hill a Chelsea, il Tamigi diventa ogni giorno di più il punto di riferimento per i ricchi russi e gli sceicchi arabi. In fondo se Israele è riuscita a conquistare gli occhi dei palestinesi con i suoi siti hard, perché le conigliette di Hefner non dovrebbero far breccia nei loro portafogli? Forse basterà un semplice «rien ne va plus». Giuliano Balestreri I NUMERI 800 milioni L’impero di Hefner La "maison" dell’erotismo è stata fondata nel 1953 da Hugh Hefner. All’inizio venne pubblicata la storica rivista a "luci rosse". Negli anni Sessanta furono aperte case da gioco e poi negozi. Poi nel 2000 la quotazione a Wall Street con un Ipo da 50 milioni 25 anni L’assenza da Londra Nel 1981 Margaret Thatcher revoca la licenza al casinò di Playboy. Aperto negli anni Sessanta era uno dei punti di riferimento della Londra dello "swing". Per anni è stata la casa da gioco più redditizia di tutto il mondo 3.700 metri La casa di Macao Nel sud est asiatico Playboy si prepara ad aprire uno spazio di 3.700 metri quadrati. Per il casting come coniglietta sono arrivate ragazze da tutto il mondo. Il negozio di Londra avrà cinque piani