Raffaella Silipo, La Stampa 29/8/2007, 29 agosto 2007
Con quel titolo, come poteva andare altrimenti? Gli ultimi della classe di Luca Biglione è il film che nel 2006 detiene il record negativo di rendimento: finanziato dallo Stato per settecentomila euro, è stato visto da 418 spettatori (amici e parenti del buon Biglione, si sospetta) per un incasso complessivo di 1
Con quel titolo, come poteva andare altrimenti? Gli ultimi della classe di Luca Biglione è il film che nel 2006 detiene il record negativo di rendimento: finanziato dallo Stato per settecentomila euro, è stato visto da 418 spettatori (amici e parenti del buon Biglione, si sospetta) per un incasso complessivo di 1.998 euro. Un disastro. Ma purtroppo non l’unico: a spulciare tra le cifre relative al sostegno pubblico al cinema italiano nel periodo 1994-2005, viste in anteprima su «Sherpa tv» - il sito Internet che pubblica documenti pubblici sì, ma mai troppo diffusi - emergono dati poco incoraggianti. In totale, il Ministero dei Beni culturali, attraverso l’apposito Fondo unico per lo Spettacolo (Fus) istituito nel 1985, ha erogato finanziamenti a 61 case di produzione e a 390 registi per un totale di 770.960.164 euro (che arrivano a oltre 817 milioni se si considera il 2006, per cui però non sono ancora disponibili dati sugli incassi). Una spesa colossale, con il lodevole intento di rilanciare l’industria del settore di fronte alla concorrenza delle major americane e del nuovo cinema asiatico. Ma con risultati deprimenti: gli incassi ottenuti sono circa 140 milioni di euro, con una perdita secca dell’80 % degli investimenti. In pratica per ogni euro speso l’Italia è rientrata di una ventina di centesimi e solo 25 film hanno incassato più di quanto ricevuto. Gli anni più sfortunati in questo senso sono il 2002, il 2003 e il 2004. I motivi? Nel 2002 è aumentato il numero di film finanziati e nessuno ha superato al botteghino i fondi ricevuti. Nel 2003 i finanziamenti hanno toccato la punta massima, 121 milioni di euro, di cui cento sono andati perduti. Il 2004 ha il record del rendimento negativo: finanziamenti di 70 milioni di euro e incassi di poco superiori a 5 milioni, con una produttività solo del 7%: più della metà dei film finanziati non sono usciti, uno è tuttora in post-produzione, uno è uscito solo all’estero e altri due nel circuito chiuso dei festival. ben vero che quando si parla di arte la redditività non è l’unico criterio di giudizio, ci mancherebbe: molti capolavori, molte opere di profondo valore civico non avrebbero visto la luce dovendo contare solo sul mercato, e il risultato al botteghino non è certo garanzia di qualità. Resta il fatto che le case di produzione con rendimento positivo sono proprio poche. Solo due etichette superano con gli incassi i fondi ottenuti: la Italian International Film, che deve dir grazie al suo Notte prima degli esami e dei miracoli, che da solo, a fronte di un finanziamento di 800mila euro ne ha incassati ben 12 milioni, portando il rendimento della casa produttrice al 144,29% su 12 sovvenzioni. Virtuosa anche la Titti Film, che ha prodotto tra l’altro i Cento Passi di Marco Tullio Giordana e con i suoi 4 finanziamenti ha prodotto un rendimento del 138,43%. Seguono Cattleya, Cinemaundici e Film Albatros che, tuttavia, non superano con gli incassi i finanziamenti ricevuti (con un rendimento rispettivamente del 77,71 %, 73.08% e del 67.13%) nonostante un discreto successo al botteghino. Fanalini di coda sono invece la Sacha Film e la Lantia, con rendimenti rispettivamente dello 0,12% e dello 0,19%: può capitare, per carità, di non imbroccare un film. Può capitare anche di non imbroccare il secondo. Quello che stupisce è che entrambe queste case di produzione abbiamo avuto anche un terzo film finanziato dallo Stato. Certo la fiducia, quando si fa del mecenatismo, è davvero cieca. Nella lunga lista dei finanziamenti pubblici ci sono i nomi dei maestri, da Olmi ad Antonioni fino ai fratelli Taviani, ma anche quelli di molti registi emergenti. Così il segno negativo accomuna il re dell’erotismo all’italiana Tinto Brass, che con due milioni e settecentomila euro di finanziamento ne ha incassati solo cinquecentomila (il film era Senso 45, infausta rilettura del racconto di Boito e del capolavoro di Luchino Visconti) e il volenteroso Diego Febbraro, che tra il 2003 e il 2004 ha avuto più di cinque milioni di euro di finanziamenti per due film mai usciti, L’anno mille e Per giusto omicidio. E che dire di Camillo Teti che per il suo immaginifico (almeno così si sospetta dal titolo) Yo Rhad - Un amico dallo spazio ha avuto tre milioni di euro di finanziamenti e ne ha incassati tremila? Ci vorrebbe davvero un amico, in certi casi, che venga o meno dallo spazio, basta che paghi il biglietto.