Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  agosto 29 Mercoledì calendario

ROMA - Aprire il palmo delle mani. Ma anche indicare un oggetto o accarezzare. Sono i gesti che attraversano la storia dell´evoluzione, facendo da ponte tra i primati e la nostra specie

ROMA - Aprire il palmo delle mani. Ma anche indicare un oggetto o accarezzare. Sono i gesti che attraversano la storia dell´evoluzione, facendo da ponte tra i primati e la nostra specie. Li ripercorriamo con Luigi Anolli, professore di Psicologia della comunicazione all´università di Milano Bicocca. Il gesto e la parola sono molto prossimi? «Una delle ipotesi sull´origine del linguaggio è proprio la teoria motoria. I nostri antenati scolpivano selci usando la mano destra. Questo favorì uno sviluppo maggiore dell´emisfero sinistro del cervello. E proprio a sinistra si sviluppò la funzione del linguaggio». I circuiti cerebrali del linguaggio e quelli del movimento delle mani sono adiacenti? «Sì e sono strettamente legati. Le stesse corde vocali sono innervate da molti terminali. Il loro movimento è sottoposto a una regolazione estremamente fine». Il palmo aperto rivolto verso l´alto e la parola sono tappe successive di un unico percorso evolutivo? «Il linguaggio è nato solo recentemente, se consideriamo la storia dell´uomo nel suo complesso. Questa funzione si è integrata in un sistema di comunicazione già strutturato, fatto di gesti con mani e braccia, di sguardi, grida, posture del corpo». Ci sono altri gesti comuni a uomini e primati? «Aprire le braccia con i palmi verso l´alto è il segnale di richiesta per eccellenza. I bambini lo usano quando vogliono essere presi in braccio e allattati. Poi c´è il gesto di indicare: chi indica deve sapere che l´interlocutore vede l´oggetto indicato». Anche la carezza ha una storia antica? «I primati non usano carezze vere e proprie, ma il gesto di pulire il pelo dei genitori, dei figli o dei partner ha un significato analogo».