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 2007  agosto 29 Mercoledì calendario

ROMA - «Il totoché? Guardi che il Totocalcio ormai non lo fanno più». L´ultima speranza di giocare una schedina nel centro di Roma sfuma definitivamente alle quattro del pomeriggio dopo tre ore e mezza di ricerche, e una ventina di bar e ricevitorie (alcune delle quali anche storiche) inutilmente visitate

ROMA - «Il totoché? Guardi che il Totocalcio ormai non lo fanno più». L´ultima speranza di giocare una schedina nel centro di Roma sfuma definitivamente alle quattro del pomeriggio dopo tre ore e mezza di ricerche, e una ventina di bar e ricevitorie (alcune delle quali anche storiche) inutilmente visitate. La risposta è sempre la stessa: « inutile che insistete: il Totocalcio non c´è più, la macchina non riceve le giocate, e ormai non stampano più nemmeno le schedine». Insomma: nell´indifferenza collettiva, la tanto annunciata "morte del Totocalcio", dopo anni di agonia, alla fine, è arrivata. Il decesso ufficiale porterà per sempre la data di mercoledì 21 agosto 2007. Ovvero il giorno in cui si è capito che, per un incredibile tilt burocratico-politico-tipografico causato dal minacciato sciopero della Serie B, i Monopoli di Stato non sarebbero stati in grado di stampare per tempo le schedine del primo turno di campionato. Così, i forzati del pronostico sono stati costretti a giocare il loro 13 sulle cosiddette schedine omnia, ovvero dei moduli in bianco difficili anche solo da capire oltre che da compilare. In conseguenza di questo incidente la fuga dal Totocalcio è stata definitiva. I dati parlano di un -64 per cento rispetto all´ultima schedina della scorsa stagione (e per il Totogol addirittura di un apocalittico -81 per cento). Un tracollo. D´incredibile c´è che la questione delle schedine non stampate non è stata nemmeno determinante. Anzi: qualcuno ci ha voluto leggere quasi un gesto pietoso del destino; che ha così coperto quella serie di scelte, una più infelice dell´altra, che ha portato alla vera causa del decesso: l´azzeramento del numero di locali in cui poter giocare la schedina. L´anno scorso erano ventimila. Oggi non sono più di duemila. Cosa è successo? successo che, in ossequio alla Legge Bersani sono state revocate le licenze alle vecchie ricevitorie (avete presente quelle latterie di una volta con la scritta verde in corsivo "Totocalcio"?). Ed è successo che nel frattempo non è stata attivata la nuova rete di rivenditori, quelli che nei sogni del legislatore dovevano essere «gli informatizzati», «i comodi», «gli specializzati». Così i giocatori sono rimasti senza schedine e senza ricevitorie. Come sia stato possibile lo scempio definitivo di un gioco che comunque garantiva allo Stato un´entrata cospicua, sia pure in forte calo (Totocalcio & co., secondo dati dell´"Agenzia giornalistica concorsi a pronostico", hanno portato nelle casse 134,8 milioni di euro nel 2004, 106,3 nel 2005 e 92,7 nel 2006) non diventa chiaro nemmeno rivolgendosi ai Monopoli di Stato. Dove in un primo momento dicono che «sì, il Totocalcio è sospeso ancora per un po´» senza ulteriori spiegazioni; poi rettificano: «Era una sospensione estiva ma ora il gioco è riattivato, sia pure con il problema della nuova rete di ricevitorie». Che, come detto, non è in funzione. E nessuno riesce a spiegare perché non sia stato previsto un periodo di transizione in cui le due reti, la nuova e quella delle latterie, potessero funzionare contemporaneamente. «Misteri della politica», spiegano dai Monopoli. Dove assicurano: «Le nuove ricevitorie dovrebbero essere 13mila ed entrare in funzione nel giro di due o tre mesi». Giusto in tempo per i funerali.