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 2007  agosto 26 Domenica calendario

Signore, io sono Irish, quello che verrà da te in bicicletta», così si concludeva un famoso brano di De Andrè, cantato dai New Trolls

Signore, io sono Irish, quello che verrà da te in bicicletta», così si concludeva un famoso brano di De Andrè, cantato dai New Trolls. Irish chiedeva una bicicletta per potere andare a messa. Lui non si chiama Irish, ma Leonid, ha 36 anni ed è alto 2 metri e 54 centimetri. Vive a Podolyantsy, un piccolo paese dell’Ucraina, assieme alla mamma Galina. Fino a 14 anni Leonid era un ragazzo normale ma, dopo un intervento chirurgico volto a correggere un eccesso di liquido nelle cisterne cerebrali, la sua ghiandola pituitaria (ipofisi) ha subito un danno che gli ha provocato una rara forma di gigantismo. In altri termini, Stadnik è cresciuto a dismisura e, quel che è peggio, continua ad aumentare in altezza e in peso. A noi poco importa che Leonid, tra qualche anno, possa battere il primato dell’americano Robert Wadlow, che misurava 2 metri e 72 centimetri. Il gigante ucraino, per noi, non è un fenomeno da baraccone. Leo (così ci piace chiamarlo) è un uomo disperato che rischia di morire. «La mia altezza - ha detto in un’intervista - è una punizione di Dio. La mia vita non ha alcun senso». Nonostante le avversità, chi lo conosce ne parla come di una persona pacata e gentile con tutti. Si è laureato in medicina veterinaria ma, da un paio d’anni, ha dovuto smettere di lavorare perché non trova più alcun mezzo di locomozione che lo possa trasportare. La sua vecchia bicicletta, con la quale si spostava per curare cavalli e bovini, giace in cantina, impossibilitata a trasportare un uomo che pesa oltre 200 Kg ed è alto ben più delle porte di casa. Un gigantesco cavallo da tiro e un carretto agricolo sono ora il suo unico mezzo col quale riesce lentamente a spostarsi dall’umile casa, ormai completamente inadatta alle sue esigenze. I media hanno riportato la notizia del gigante ucraino come una curiosità da archiviare dopo averci sorriso sopra per un attimo, mentre la vita di quest’uomo è diventata un inferno. Il palmo della mano misura 31 cm. e Leo fatica moltissimo a usare un normale telefonino, perché schiaccia più tasti alla volta. L’attuale misura di scarpe di Leonid è il 63 e, nonostante una ditta belga gli abbia regalato calzature fatte su misura (con lacci di 2 metri), camminare gli torna ugualmente difficile, dal momento che fatica a controllare le gambe. Per fortuna però, Leo ha trovato in Jim Sperber, medico americano, un amico leale e disinteressato che lo sta aiutando, così come la numerosa posta che riceve da tutto il mondo. Qualcuno ha capito che la sua casa non è né un giardino zoologico né il circo Barnum, ma l’asilo di un uomo che soffre e va aiutato. Due giorni fa, in un forum scientifico di veterinari italiani, è partita l’idea. Regalare una bicicletta artigianale a Leo. Si è subito contattato un artigiano, che fabbrica biciclette, disposto a costruirne una per il gigante ucraino e le adesioni all’iniziativa fioccano ogni giorno. L’ufficio stampa dell’ambasciata ucraina a Roma è piacevolmente sorpreso dell’iniziativa che è stata comunicata a Leo. Lui si è commosso, rispondendo che mai più si aspettava una simile solidarietà dai lontani colleghi italiani... L’Associazione Veterinari Mutuo Soccorso (www.avemus.it) ha messo a disposizione il suo sito, per maggiori notizie, e tutte le sue forze per coronare il piccolo grande sogno di Leo. Per il momento è in previsione la bicicletta, ma si sta valutando di fare venire Leo in Italia, per un consulto medico. Per questo terremo aggiornati i lettori sugli sviluppi della sua vicenda umana. Può darsi ci sia ancora bisogno del vostro buon cuore. OSCAR GRAZIOLI