Repubblica.it 24/8, 28 agosto 2007
Il titolo è ottimista: "Un futuro più sicuro", ma lo stato della salute mondiale che emerge dal rapporto 2007 dell’Organizzazione mondiale della sanità è tutt’altro che rassicurante: "Il mondo non ha più nulla di stabile
Il titolo è ottimista: "Un futuro più sicuro", ma lo stato della salute mondiale che emerge dal rapporto 2007 dell’Organizzazione mondiale della sanità è tutt’altro che rassicurante: "Il mondo non ha più nulla di stabile. Un’epidemia in qualunque parte della Terra è a poche ore di distanza dal diventare una minaccia ovunque", sostiene l’Oms, secondo cui sarebbe un’ingenuità pensare che in futuro non ci saranno nuove malattie. Dal 1970 a oggi ne sono nate trentanove, una all’anno, dall’Aids alla Sars, dall’influenza aviaria alla febbre di Marburg, con 1100 focolai isolati e gli esperti si preparano ad affrontare pandemie che potrebbero colpire il 25% della popolazione mondiale, 1,5 miliardi di persone. Non è solo la comparsa di virus sconosciuti a spaventare, ma anche il ritorno di malattie che erano già state sconfitte. L’elenco è lungo: febbre gialla, colera, dengue, malaria. Ma le epidemie proliferano anche per incoscienza politica, come in Nigeria, quando nel 2003 le autorità sparsero la voce che il vaccino contro la polio poteva rendere sterili, e migliaia di bambini rimasero paralizzati. L’incubatore per eccellenza restano però i conflitti: "Una delle conseguenze della guerra in Angola è stata l’epidemia di Marburg, che nel 2004 e 2005 ha contagiato 200 persone, il 90% sono morte".