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 2007  agosto 28 Martedì calendario

VIAREGGIO

Accusata di poca trasparenza e di una gestione non collegiale del premio Viareggio, la presidentessa Rosanna Bettarini a sorpresa decide di pubblicare su Internet tutto ciò che è possibile pubblicare: documenti, lettere e carteggi privati, a volte velenosi, spesso imbarazzanti. Con il risultato di risvegliare le assopite pulsioni battagliere degli inquieti giurati ribelli, una decina in tutto, nove dei quali ieri hanno rassegnato le dimissioni, seguendo l’esempio precedente di altri due colleghi.
Nel sito del premio c’è in sintesi un po’ tutta la storia della querelle. Dalle accuse di Giorgio Van Straten sulle nomine di quattro nuovi giurati volute dalla Bettarini («sono illegittime») alla sdegnata risposta della presidentessa, che vuole «scrollare via quelle intollerabili etichette politiche che mi sono state appiccicate addosso». E ancora ci sono la mail con cui Maurizio Cucchi, uno dei giurati, è definito «maleducato» e altre piccole perle che avrebbero dovuto restare nelle memorie dei computer.
La bomba Internet è stata deflagrante. Con le nuove dimissioni. Un atto di sfiducia ambivalente. Perché se da una parte dimezza il premio, dall’altra ne scongiura il blocco, garantendo il numero legale. I dimissionari, infatti, non sono contati per il quorum richiesto: la metà dei giurati più uno. Oggi, alla riunione finale per nominare i vincitori, potrebbero esserci 12 membri dei 23 previsti. Sempre che i ribelli non decidano di tornare sui loro passi e i «lealisti» non siano contaminati dallo spirito di ribellione e non annuncino defezioni, due delle quali probabili. Certa quella di Marisa Volpi, scrittrice e storico dell’arte. Insomma, il premio si farà, ma con mezza giuria ed echi assordanti di polemica.
«Con le dimissioni – spiega Giorgio Van Straten – nessuno ha l’alibi per accusarci di aver bloccato il premio. La nostra protesta non è contro il Viareggio ma per il comportamento della Bettarini. Non c’è alcun retropensiero. Non ci è piaciuto il modo in cui la Bettarini ha inserito nella rosa alcuni libri escludendone altri, la nomina di nuovi quattro giurati secondo noi contro il regolamento, la pervicacia con la quale le critiche sono state respinte. E adesso persino la decisione di inserire documenti su Internet senza neppure interpellare i diretti interessati. Sono dispiaciuto e ci sono libri che avrei sostenuto volentieri, ma il comportamento della Bettarini non ci ha dato alternative ».
Non la pensa così il sindaco di Viareggio, Marco Marcucci: «Sono dispiaciuto e deluso. Si procede con chi resta ma queste dimissioni non aiutano a migliorare la situazione. La mia proposta di discutere a lavoro concluso non è stata accettata. Chi se ne va non discute più». Rosanna Bettarini in serata si fa viva con un comunicato. Auspica «che la piccola fronda procedurale venga sospesa e venga aperta una grande fronda letteraria, o dieci o anche più, in ogni caso capaci di onorare il compito idealmente assegnatoci da Leonida Rèpaci ».