Fabrizio Dragosei, Corriere della Sera 28/8/2007, 28 agosto 2007
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MOSCA – Ai tempi di Boris Eltsin era tra quelli che comandavano al Cremino. Poi ruppe con Vladimir Putin e fu costretto a fuggire all’estero. Di fronte alla nuova possibile accusa che gli arriva dalla capitale russa, Boris Berezovskij spara a zero sul presidente russo, sui suoi uomini, sulla procura. E sostiene una tesi a prima vista singolare: «Che si tratta di dichiarazioni psicopatiche. E’ la prova provata che sono malati, malati di mente. Non solo Chaika, ma anche tutti quelli che circondano Putin e lo stesso Putin».
Parole un po’ forti. Ma l’ex oligarca ha intenzione di reagire? «Come posso reagire», afferma. «Dico, naturalmente, che non ho fatto niente, come niente ho fatto nel caso Aeroflot per il quale sono sotto inchiesta. Ho ordinato ai miei avvocati di non partecipare a questa farsa». Al telefono dalla sua casa di Londra, Berezovskij chiarisce cosa intenda per farsa. «Ma come? Quando fu ammazzata Anna Politkovskaja, Putin, che si trovava in Germania, disse che era una giornalista quasi sconosciuta, che nessuno aveva sentito il suo nome. E adesso Chaika sostiene invece che è stata ammazzata per destabilizzare la Russia. Ma almeno si mettano d’accordo bene fra di loro!».
L’ex anima nera del Cremlino sostiene che a innescare questa nuova raffica di accuse è stata una sua recente iniziativa: «La settimana scorsa ho scritto una lettera aperta a Putin che nessuno in Russia ha voluto pubblicare. Allora l’ho data a un sito Internet ucraino. Parlavo dell’inevitabilità del crollo del regime di Putin e della necessità di una nuova rivoluzione in Russia. Con loro bisogna parlare in maniera diversa da come fanno i leader occidentali, il compagno di Putin Berlusconi, il dipendente Schröder, l’amico Bush. Avevano la possibilità di inserire la Russia nella comunità internazionale e invece niente. Adesso deve essere chiaro a tutti che la teppaglia deve essere trattata come teppaglia».
Berezovskij ha anche la ricetta per l’Occidente, che dovrebbe cambiare atteggiamento nei confronti del suo Paese: «Capire, intanto, che la Russia oggi dipende da loro mille volte di più di quanto non dipendeva l’Unione Sovietica. Bisogna cominciare da una serie di controlli sui conti bancari esteri di quelli che appoggiano Putin. Sono in tanti ad avere i quattrini all’estero».
Berezovskij è convinto che il Cremlino ancora lo tema, anche se dice il contrario. «Hanno paura della verità, perché sono l’unico che la può dire. Gli altri o sono in galera o sono stati eliminati, e anche a me continuano a tentare di uccidermi. L’ultimo killer scoperto dalle autorità britanniche era uno che conoscevo. L’hanno preso e buttato fuori». I veri responsabili dell’omicidio Politkovskaja, secondo l’uomo d’affari, potranno essere individuati solo quando cambieranno le facce al vertice. «Quando saremo noi al potere sveleremo i committenti e gli esecutori dell’assassinio. Così come dell’eliminazione di Litvinenko». Dice «quando saremo al potere» e sembra convinto che la cosa avverrà presto. «Certamente, sono certo che il potere illegittimo potrà essere abbattuto solo da una forza legittima, quella che io chiamo il popolo. Io credo che il regime sia al collasso. Oramai si regge solo sul prezzo del petrolio. Vi assicuro che non appena l’Occidente assumerà un atteggiamento fermo nei confronti della Russia, allora tutto sarà finito. E in brevissimo tempo ».
F. Dr.