Fabrizio Dragosei, Corriere della Sera 28/8/2007, 28 agosto 2007
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MOSCA – Dieci arresti e forse l’idea di risolvere in un colpo solo gli ultimi casi più clamorosi di Russia, oltre all’omicidio della giornalista scomoda Anna Politkovskaja avvenuto quasi un anno fa. L’annuncio fatto ieri dal procuratore generale Yurij Chaika che il caso sarebbe in via di soluzione ha suscitato più perplessità che altro.
La tesi che è emersa dalla sua conferenza stampa è infatti quella sostenuta dal Cremino e violentemente criticata da tutti quelli che conoscevano la giornalista ammazzata. Dietro l’omicidio, dunque, ci sarebbe una centrale «estera» che ha interesse a destabilizzare la Russia e a riportare l’orologio indietro. Ai tempi di quando al vertice del Paese comandavano gli oligarchi. In un colpo solo Yurij Chaika ha indicato anche che la stessa «banda » sarebbe dietro all’ omicidio del giornalista russo-americano Paul Klebnikov avvenuto nel 2004. Subito dopo il procuratore generale ha aggiunto che ci sarebbe anche un collegamento con l’eliminazione avvenuta l’anno scorso del vicegovernatore della Banca Centrale Andrei Kozlov. Ma poi si è dovuto correggere e ha fatto una prima marcia indietro. Forse aveva dimenticato che il suo ufficio ha già per le mani un imputato per questo delitto eccellente, il banchiere Aleksej Frankel.
Il procuratore ha spiegato che tra gli arrestati c’è anche un tenente colonnello dell’Fsb, erede del Kgb. Si tratta di un certo Pavel Ryaguzov. Lui e altri uomini del ministero dell’Interno avrebbero fornito alla banda criminale («guidata da un ceceno implicato in passato in sequestri di persona ») informazioni sulla giornalista.
Qualcuno già ipotizza a Mosca che il prossimo passo potrà essere quello di implicare nel delitto l’ex agente del Kgb Aleksandr Litvinenko, ucciso a sua volta a Londra con il polonio nei mesi scorsi.
L’ex agente era fuggito all’ estero dopo aver accusato l’Fsb di essere stato dietro agli attentati che nel 1999 insanguinarono Mosca e portarono alla seconda guerra cecena. Per il suo omicidio è ricercato dalle autorità inglesi (ma la Russia non concede l’estradizione) un altro ex agente, Andrei Lugovoj. La procura invece sembra indicare anche per quella eliminazione la stessa pista, quella dei fuoriusciti ex oligarchi.
Durante la conferenza stampa a Chaika è stato chiesto se il riferimento era a Boris Berezovskij, rifugiato nella capitale britannica dopo aver rotto con Vladimir Putin. Ma il procuratore si è limitato a sorridere senza rispondere.
Poi però ha aggiunto alcune frasi che non lasciano adito a dubbi: «La persona che ha ordinato l’omicidio della Politkovskaja è all’ estero... La nostra indagine ci ha portato a concludere che solamente gente che vive all’estero poteva voler uccidere la giornalista. Forze che sono interessate a destabilizzare il Paese, cambiare l’ordine costituzionale, innescare una crisi, ritornare al vecchio sistema quando i soldi e gli oligarchi comandavano, discreditare la leadership nazionale provocando una pressione esterna sul Paese».
Il procuratore ha anche affermato che la Politkovskaja conosceva e frequentava il mandante del suo omicidio.
PROTAGONISTI
Sopra, un bambino osserva una gigantografia di Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa il 7 ottobre 2006 a Mosca.
A destra, il procuratore generale Yurij Chaika comunica i risultati del caso Politkovskaja al presidente Putin.
A sinistra, l’ex oligarca russo,ora esule a Londra, Boris Berezovskij