Alain Elkann, La Stampa 26/8/2007, 26 agosto 2007
«Come autore, adattatore e traduttore ho fatto cinquanta spettacoli e ho appena finito un testo da ”Il romanzo di Ferrara” di Giorgio Bassani: andrà in scena con la regia di Piero Maccarinelli nell’aprile 2008, a Roma»
«Come autore, adattatore e traduttore ho fatto cinquanta spettacoli e ho appena finito un testo da ”Il romanzo di Ferrara” di Giorgio Bassani: andrà in scena con la regia di Piero Maccarinelli nell’aprile 2008, a Roma». Come mai «Il romanzo di Ferrara»? «Perché è qualcosa di straordinario, come il "Libro dei sogni". Pochi come Bassani hanno saputo rispecchiare la storia di un’intera città in modo così incisivo. Ho cercato di rivisitare in modo diverso il tema dell’Olocausto perché a mio avviso non appartiene al passato ma rischia di riproporsi, in altre forme, nell’avvenire. Bisogna stare attenti. Io sono triestino e mio padre, avvocato, aveva parecchi amici ebrei che fino all’ultimo momento, magari già con un piede nella camera a gas, non avevano capito ciò che stava accadendo. E questo Bassani lo descrive magistralmente. Ho scritto questo copione per ribadire che noi, ebrei e non ebrei, dobbiamo immaginare prima ciò che accadrà, per difenderci prima» (Tullio Kezich a Alain Elkann)