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 2007  agosto 26 Domenica calendario

Persino al Goodison Park, lo stadio dell’Everton, si è parlato ieri di Rhys Jones, il bambino di 11 anni ucciso mercoledì sera in un quartiere periferico di Liverpool da un ragazzo incappucciato, probabilmente membro di una baby-gang locale

Persino al Goodison Park, lo stadio dell’Everton, si è parlato ieri di Rhys Jones, il bambino di 11 anni ucciso mercoledì sera in un quartiere periferico di Liverpool da un ragazzo incappucciato, probabilmente membro di una baby-gang locale. Ai 37 mila spettatori della partita fra la squadra di cui Rhys era tifoso e il Blackburn Rovers, è stato chiesto di farsi avanti se sanno qualcosa. La polizia è convinta che siano in molti a conoscere il nome dell’assassino, che si sia creato un muro d’omertà dettato dalla paura. E si affaccia anche l’ipotesi di una vendetta fra gang rivali: i Crocky di Croxteth, la località dove è avvenuto il fatto, e i loro acerrimi nemici, i Nogzy, della vicina Norris Green alle cui file appartengono forse alcuni degli arrestati. «Mettete fine alla sofferenza dei suoi genitori», è stato detto allo stadio: «Fatevi avanti, garantiamo l’anonimato e la protezione di ogni testimone». Il «Sun», il tabloid più venduto in Gran Bretagna, ha offerto 100 mila sterline (quasi 150 mila euro) a chi darà informazioni per l’arresto dell’assassino. Intanto agenti della Matrix, la squadra della polizia di Liverpool che svolge le indagini, dopo il rilascio su cauzione dei due ragazzi di 14 e 18 anni arrestati poche ore dopo la morte di Rhys, hanno effettuato un altro arresto venerdì sera: un ragazzo di 16 anni, residente a Norris Green, patria dei Nogzy. Nelle stesse ore la polizia ha trovato una bicicletta Bmx poco distante: potrebbe essere quella dell’assassino. Forse il cerchio si sta chiudendo, ieri sono stati arrestati altri tre ragazzi di 15, 16 e 19 anni, e due ragazze di 15 e 18. Tutti della zona, Croxteth o Norris Green. Una faida fra baby-gang? L’ipotesi è emersa a margine di un processo in cui tre teen-ager di Croxteth sono stati riconosciuti colpevoli dell’assassinio di Liam «Smigger» Smith, leader dei Nogzy. Tutti e tre Crocky, naturalmente. La polizia insiste che non c’è alcun legame, ma non si può escludere che la lunga faida fra bande - dura ormai da quattro anni - possa essere all’origine di quest’ultimo fatto di sangue. Sul luogo dell’uccisione c’erano una quindicina di ragazzi che hanno visto in volto il giovane killer con la felpa nera. Chi erano? Perché non si fanno avanti? Uno dei Nogzy, anonimo, in un’intervista al «Guardian» in cui oltre a descrivere la vita sfaccendata e disperata della gang ha rivelato quanto sia facile procurarsi pistole, ha ammesso di avere fatto fuoco in un’occasione, ma senza colpire nessuno. Dell’uccisione di Rhys dice: «Non so cosa sia accaduto. Aveva solo 11 anni e non aveva nulla a che fare con tutto questo. Ha un fratello maggiore, ma non credo volessero colpire lui. Forse è stato solo qualcuno che aveva voglia di sparare, e ha combinato il guaio». Si può anche morire per caso, nel mondo delle baby-gang. Stampa Articolo