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 2007  agosto 23 Giovedì calendario

L´INCUBO AMERICANO DI SACCO E VANZETTI

La Repubblica 23 agosto 2007. NEW YORK. «I due uomini si sono avvicinati alla sedia elettrica con calma, da soli, non avevano voluto il prete. Quando le guardie carcerarie lo hanno legato applicandogli gli elettrodi Sacco ha gridato: "Lunga vita all´anarchia". Nelle sue ultime parole Vanzetti ha proclamato la sua innocenza». Così il 23 agosto del 1927, dalla prigione di Charlestown State in Massachusetts, il New York Times raccontava in prima pagina l´esecuzione dei due immigrati italiani, accusati di rapina e duplice omicidio, a conclusione del più celebre processo criminale-politico nella storia degli Stati Uniti.
Sono passati ottanta anni, diverse generazioni, ma la tragica storia di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti fa ancora discutere. Per decenni innocentisti (la maggioranza) e colpevolisti si sono sfidati a colpi di reportage e di invettive, di saggi e di romanzi, di film e di speciali tv, nel tentativo di dire una parola definitiva sulla vicenda. Nel 1927 la sentenza di morte fu accompagnata da violente proteste negli States e in diverse parti del mondo; manifestazioni chiassose, marce silenziose, esplosioni di bombe, assalti alle ambasciate Usa, manifesti degli intellettuali, preghiere nelle chiese. A nulla servirono gli interventi di personaggi famosi (si mobilitarono tra gli altri Dorothy Parker, Bertrand Russell, George Bernard Shaw, H. G. Wells), a nulla servì un famoso libro di Upton Sinclair (Boston). Sul giudice e la giuria pesarono pregiudizi razzisti e politici, il processo si svolse in un clima di caccia agli "immigrati comunisti", la procedura non fu certo delle più corrette (oggi probabilmente "Nick" e "Bart" sarebbero stati assolti), le prove d´accusa si rivelarono deboli. Da allora i due anarchici italiani sono diventati (anche in America) il simbolo dell´ingiustizia dei tribunali, del razzismo contro gli immigrati, delle persecuzioni dell´"imperialismo" contro i nemici politici. Che fossero innocenti se ne convinse cinquant´anni dopo il governatore del Massachusetts Michael Dukakis che il 23 agosto 1977 emanò un proclama di assoluzione: «Ogni onta venga per sempre cancellata dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti». Due anni fa però i dubbi sono tornati a galla. In una lettera (venduta nel 2005 all´asta) che Upton Sinclair aveva inviato al suo avvocato lo scrittore rivelava che all´epoca in cui scrisse Boston sapeva che Sacco e Vanzetti erano colpevoli. Sono passati ottanta anni, ma nessuno è ancora in grado di dimostrare con assoluta certezza se Sacco e Vanzetti fossero colpevoli o innocenti.
La storia inizia alla vigilia di Natale del 1924. In una strada di Bridgewater, un paesino a sud di Boston, un camioncino con tre persone a bordo - l´autista, un impiegato e una guardia giurata - stava trasportando gli stipendi per gli operai della White Shoe Company. Erano passate da poco le sette di mattina, quando due uomini diedero l´assalto al furgone; la guardia giurata rispose al fuoco con prontezza e i due banditi, vista la mala parata, scapparono in un automobile dove li attendevano due complici. Nessuno rimase ferito, niente fu rubato. Il capo della polizia di Bridgewater, Michael Stewart, ebbe subito un sospetto, o per meglio dire una convinzione: il tentativo di rapina era opera di "estremisti, probabilmente anarchici" che volevano finanziare così la loro organizzazione. Del resto i testimoni avevano parlato di banditi "dai capelli scuri e stranieri" e la macchina era "sicuramente una Buick", "no, forse era una Hudson Overland". Stewart conosceva bene un italiano di Cochesett, una frazione di Bridgewater. Mike Boda possedeva una Overland, era "un poco di buono" e divideva una piccola casa con Ferruccio Coacci, un altro italiano cui era stato da poco notificato un provvedimento di espulsione dagli Stati Uniti. Tutti e due avevano però un alibi di ferro e Stewart, pur continuando ad essere sicuro del suo fiuto da detective, fu costretto a lasciar perdere.
Pochi mesi dopo, alle tre del pomeriggio del 15 aprile 1920, Frederick A. Parmenter, impiegato incaricato di pagare i salari della Slater and Morrill Shoe Factories e la guardia armata che lo accompagnava, Alessandro Berardelli (un italiano), stavano trasportando 16mila dollari a South Braintree, villaggio di immigrati un po´ più a nord di Bridgewater. Lungo la strada incrociarono un gruppo di operai italiani che stavano scavando le fondamenta di un nuovo ristorante; poco distanti, appoggiati a una ringhiera, due uomini vestiti di scuro e con due cappelli neri li aspettavano al varco. Uno di loro bloccò Berardelli, l´altro iniziò a sparare, tre colpi d´arma da fuoco contro l´italiano, uno contro l´impiegato. Mentre Parmenter si avviava barcollando verso gli operai, venne colpito da un altro proiettile; Berardelli, ormai in ginocchio, venne freddato con altri due colpi di pistola. Dal fondo della strada arrivò sgommando una Buick a sette posti, i due banditi presero le scatole con le buste-paga, salirono sull´auto insieme a un terzo uomo che si era nascosto dietro una pila di mattoni e riuscirono a far perdere le tracce.
Quel giorno Mike Boda aveva portato la sua Overland in una officina di Cochesett - il Johnson´s Garage - per alcune riparazioni. Quando lo seppe, Stewart andò dal meccanico dicendogli di chiamarlo non appena qualcuno si fosse presentato per ritirare la macchina. La sera del 5 maggio Boda e un suo amico, Riccardo Orciani, arrivarono al garage in una moto con sidecar; altri due italiani li raggiunsero a piedi: si chiamavano Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Con una scusa Johnson chiamò la polizia, ma prima che arrivassero i poliziotti Boda e Orciani si erano già allontanati in moto, mentre Sacco e Vanzetti erano saliti al volo su un tram. Su quello stesso tram, poche fermate dopo, salirono i poliziotti Connolly e Vaughn; riconobbero "gli italiani" descritti da Johnson e li arrestarono. Vanzetti aveva in tasca una Harrington calibro 38 e un revolver Richardson, Sacco una Colt automatica calibro 32.
I due negarono anche l´evidenza, sostennero di non conoscere Boda e Coacci e, anche se sul momento nessuno li aveva accusati dell´assalto a Bridgewater o degli omicidi a South Braintree, vennero tenuti in carcere. Nella comunità di immigrati italiani non erano in pochi "gli estremisti politici", tenuti d´occhio dalla polizia, e Sacco e Vanzetti erano tra questi. Il giorno successivo Frederick Katzmann, il procuratore distrettuale, li incriminò.
Alberto Flores D’Arcais