La Repubblica 23/08/2007, pag.37 HUGO DIXON, 23 agosto 2007
Private equity a caccia di saldi. La Repubblica 23 agosto 2007. Alle banche piacerebbe liberarsi dei 330 miliardi di dollari di titoli emessi per finanziare acquisizioni
Private equity a caccia di saldi. La Repubblica 23 agosto 2007. Alle banche piacerebbe liberarsi dei 330 miliardi di dollari di titoli emessi per finanziare acquisizioni. E Blackstone, Kohlberg Kravis Roberts, TPG e altri fondi (proprio quelli che organizzarono le operazioni) ora si dicono disposti a comprarli a prezzo scontato. Secondo Tony James, presidente di Blackstone, il rendimento di questi titoli acquistati a prezzo scontato potrebbe superare quello delle azioni. Ma ci sono due problemi. Il primo è che, anche se i fondi fossero disposti ad accollarsi queste emissioni, la quantità che potrebbero comprare sarebbe solo una piccola parte del carico che grava sulle banche. Inoltre, i fondi non potranno sostituirsi alle società intermediarie emittenti delle cosiddette collateralised loan obligations, che solo pochi mesi fa si accaparravano i tre quarti dei nuovi titoli emessi per finanziamenti alle aziende. Il secondo problema è il prezzo: i più liquidi di questi titoli trovano acquirenti nel mercato secondario a quotazioni intorno al 95% del valore nominale, ma si dice che alcuni hedge fund siano pronti a comprare emissioni di scarsa qualità a prezzi che consentano loro di ottenere rendimenti di oltre il 25% se il numero di insolvenze resterà contenuto. Per il momento molti dirigenti bancari sembrano riluttanti ad accettare perdite superiori al 5%, forse pensando alle decurtazioni che le loro gratifiche di fine esercizio subirebbero se troppe emissioni fossero svendute. Sta di fatto però che il prezzo delle obbligazioni degli emittenti in gravi difficoltà è molto più basso di quello che intendono i banchieri, i quali dovranno rassegnarsi a perdite più consistenti. Richard Beales