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 2007  agosto 22 Mercoledì calendario

«Alitalia spreca 45 milioni in hotel». Il Sole 24 Ore 22 agosto 2007. MILANO. L’eventuale disimpegno di Alitalia da Malpensa, con taglio delle rotte intercontinentali – in particolare dei voli verso l’Asia, che attualmente assicurano alla compagnia pubblica un coefficiente di riempimento (load factor) degli aeromobili superiore all’80% – e concentramento dell’attività su Fiumicino produrrebbe contraccolpi negativi sull’aeroporto lombardo

«Alitalia spreca 45 milioni in hotel». Il Sole 24 Ore 22 agosto 2007. MILANO. L’eventuale disimpegno di Alitalia da Malpensa, con taglio delle rotte intercontinentali – in particolare dei voli verso l’Asia, che attualmente assicurano alla compagnia pubblica un coefficiente di riempimento (load factor) degli aeromobili superiore all’80% – e concentramento dell’attività su Fiumicino produrrebbe contraccolpi negativi sull’aeroporto lombardo. Al punto che la stessa funzione di hub, cioè di collettore di traffico, sarebbe in pericolo. Nel "secondo gruppo" di aeroporti hub europei comparabili a Malpensa (Monaco, Zurigo, Vienna, Copenhagen, Atene, lo stesso Fiumicino) la competizione è fortissima e un arretramento della compagna di riferimento – cioè Alitalia, la cui flotta intercontinentale è limitata a soli 30 aerei – potrebbe rivelarsi un ostacolo insuperabile. Le due opzioni La Sea, la società che gestisce Linate e Malpensa, nel piano strategico 2007-2012 (reso noto solo parzialmente) ha previsto due distinti scenari di sviluppo, in funzione del futuro di Alitalia. E la differenza si vede, eccome. Le opzioni contenute nel piano Sea sono denominate stand-alone e partnership industriale. L’opzione stand-alone prevede per Alitalia a Malpensa una drastica riduzione del numero di passeggeri in transito, una riduzione del numero di destinazioni servite e la marginalizzazione/uscita dal network delle alleanze. L’opzione partnership industriale prevede invece l’ingresso nel capitale di Alitalia di un player industriale che, integrandola nel proprio network, porta a un maggior incremento del traffico trainato appunto dalla crescita dei transiti di Alitalia sull’hub di Malpensa. Nel caso prevalga l’opzione stand-alone, Sea stima una crescita annua dei passeggeri su Malpensa del 2,3% (merci +3,9%); nell’opzione partnership industriale Sea stima una crescita annua dei passeggeri su Malpensa del 5,1% (merci +5,7%). Il piano prevede anche, nel periodo 2007-2012, investimenti fino a un miliardo di euro (80% a Malpensa e 20% a Linate) «che saranno modulati in funzione dell’evoluzione del mercato e dello scenario di riferimento». Logico quindi attendersi se non una frenata quantomeno un ripensamento degli investimenti da parte della Sea se le indiscrezioni sul piano di Maurizio Prato (il neo presidente di Alitalia) dovessero tramutarsi in realtà. Formigoni difende l’hub Le indiscrezioni delle ultime ore mandano su tutte le furie il governatore lombardo Roberto Formigoni, strenuo difensore degli interessi di Malpensa. « la solita minestra riscaldata. Si continua a coltivare la falsa speranza di salvare Alitalia – dice Formigoni, parlando al telefono tra una pausa e l’altra del meeting di Rimini – sacrificando i mercati, d’origine e di destinazione, più promettenti: sia quello del Nord Italia, dove viene staccato il 70% degli biglietti business, sia quello asiatico (India e Cina in particolare), che garantiscono voli sempre molto affollati». Secondo Formigoni, il piano industriale di Prato è in realtà «il piano suggerito dai sindacati». E lo dimostrano due elementi: «Nel piano non si fa alcun cenno al problema degli esuberi, mentre è noto a tutti che in Alitalia gli esuberi sono migliaia. Inoltre non si parla, neppure questa volta, della creazione di una base di armamento al Nord e in particolare a Malpensa. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: Alitalia è costretta a pagare 300 camere d’albergo a Milano, per 365 giorni l’anno, per ospitare il personale che fa la spola, quotidianamente, tra Roma e Milano. Il costo per Alitalia, a quanto mi risulta, è di 45 milioni di euro l’anno». Ma le critiche di Formigoni non finiscono qui. «La verità – afferma il presidente della Lombardia – è che Alitalia è un’azienda formata al 95% da personale romano che ha l’ambizione di svolgere un servizio nazionale. tutta ripiegata su Fiumicino, mostrando una miopia strategica impressionante. Se il piano di rilancio sarà quello di cui si legge sui giornali, vorrà dire che questi grandi capitani d’industria avranno ottenuto il plauso dei sindacati e delle forze politiche romanocentriche, ma di sicuro incasseranno la sonora bocciatura del mercato. Con questo piano sarà ben difficile che Alitalia trovi un compratore». Infine la questione di Linate: «Sia io sia il sindaco Letizia Moratti non abbiamo preclusione alcuna a discutere del ruolo di Linate e del suo rapporto con Malpensa. Attendiamo proposte serie. Fin qui non ne abbiamo viste». Oltre 60 milioni di passeggeri in transito da Fiumicino, Malpensa e Linate Marco Morino