Il Sole 24 Ore 22/08/2007, pag.7, 22 agosto 2007
Praga vara la flat tax - Aliquota unica al 15%. Il Sole 24 Ore 22 agosto 2007. PRAGA. La camera bassa del Parlamento ceco ha approvato ieri la legge di riforma fiscale, una misura considerata fondamentale dal Governo di centrodestra del premier Mirek Topolanek per ridurre il deficit della Repubblica ceca e sostenere la crescita economica
Praga vara la flat tax - Aliquota unica al 15%. Il Sole 24 Ore 22 agosto 2007. PRAGA. La camera bassa del Parlamento ceco ha approvato ieri la legge di riforma fiscale, una misura considerata fondamentale dal Governo di centrodestra del premier Mirek Topolanek per ridurre il deficit della Repubblica ceca e sostenere la crescita economica. La legge è passata non senza difficoltà: dopo un’iniziale approvazione per quattro voti (102 a 98), le proteste dei deputati dell’opposizione hanno costretto l’assemblea a procedere a una seconda votazione. Centouno deputati hanno espresso parere favorevole, 99 i contrari. La fragile coalizione di Governo, che detiene la metà esatta dei seggi alla camera, 100, aveva minacciato di rimettere il mandato in caso di fallimento. Un solo voto l’ha dunque mantenuta in vita. Le principali novità contenute nella misura sono l’introduzione, per l’anno prossimo, di una flat tax del 15% (attualmente le aliquote variano dal 12 al 32%) per le persone fisiche, che scenderà ulteriormente al 12,5% nel 2009. Scende anche il prelievo fiscale per le società, dall’attuale 24% al 21% nel 2008, con la possibilità di un ulteriore ribasso al 19% nel 2010. L’alleggerimento della pressione fiscale è compensato dall’incremento dell’Iva (dal 5% al 9%) e dalla compressione di alcuni settori del welfare, soprattutto la sanità: sono state introdotte diverse tariffe per le visite mediche, per le prescrizioni di farmaci e per i ricoveri ospedalieri. Si tratta di una misura-chiave per l’Esecutivo di Topolanek, che ha dovuto abbandonare il progetto di adozione della moneta unica nel 2010 a causa dell’impossibilità di soddisfare i parametri fissati dall’Unione europea. Il deficit di bilancio è stato, infatti, del 4% quest’anno (il limite imposto dal Patto di stabilità e crescita è il 3 per cento). Grazie alla nuova legge, Praga prevede di ridurre il disavanzo al 3,2% nel 2008 e addirittura al 2,5% nel 2010. In questo modo, l’euro sarebbe più vicino. Di quanto, non è ancora dato sapersi. Dopo la delusione seguita al fallimento del progetto di ingresso nell’Eurozona per il 2010, nessuno, tra i top-officials cechi, si azzarda a fare pronostici. Sia il ministro delle Finanze, Miroslav Kalousek, sia lo stesso Topolanek, non hanno voluto fissare una data precisa. Kalousek ha però fatto trapelare che l’aspirazione di Praga sarebbe quella di riuscire ad adottare la moneta unica entro il 2012. Secondo i vertici dei socialdemocratici, la riforma fiscale privilegerà le classi medio-alte della società ceca, colpendo, a causa dell’incremento dell’imposta sui consumi, le fasce più deboli. «L’effetto più immediato - commenta Istvan Zsoldos, un economista della Goldman Sachs di Londra - sarà l’aumento dell’inflazione di almeno un punto percentuale». La coalizione tripartita di centrodestra ha potuto contare sui voti dei due dissidenti dell’opposizione, Milos Melcak e Michal Pohanka, sconfiggendo così la fronda interna guidata dall’ex ministro delle Finanze, Vlastimil Tlusty. Il testo deve ora ottenere l’approvazione del Senato e del presidente della Repubblica Vaclav Klaus. Al.Gi.