Il Sole 24 Ore 22/08/2007, pag.14 Francesco Nariello, Salvatore Patriarca, 22 agosto 2007
E con Dell’Utri è sfida sui circoli: 5mila contro 3.300. Il Sole 24 Ore 22 agosto 2007. ROMA. battaglia di circoli dentro e fuori Forza Italia
E con Dell’Utri è sfida sui circoli: 5mila contro 3.300. Il Sole 24 Ore 22 agosto 2007. ROMA. battaglia di circoli dentro e fuori Forza Italia. Alla crescita inarrestabile dell’associazione di Michela Vittoria Brambilla, che punta a divenire il nucleo del nascente Pdl, rispondono i Circoli del Buon Governo di Marcello Dell’Utri. Più defilata, ma combattiva, la posizione dei Liberal Club di Fernando Adornato. In poco meno di un anno, dalla loro fondazione nel novembre 2006 ad oggi, i Circoli della libertà sono cresciuti in maniera esponenziale. Ogni giorno, secondo i dati dello staff della Brambilla, nascono nuovi circoli che si aggiungono agli oltre 5mila che già costituiscono la rete italiana. In base allo statuto dell’associazione ogni circolo deve esser composto da dieci soci fondatori. Le adesioni, quindi, raggiungono almeno la soglia dei 50mila militanti. Ma dal 2007 è iniziata la rincorsa di Dell’Utri. A partire dal 1999, anno di fondazione dell’associazione culturale del senatore di Fi, lo sviluppo dei circoli è stato regolare e costante, fino a toccare, in occasione del convegno di Montecatini dello scorso anno, il numero di 1.500. Negli ultimi otto mesi, e in coincidenza con il boom della "rivale" Brambilla, l’associazione dell’esponente forzista cambia pelle. Si semplificano le procedure per l’apertura delle sedi e si creano i "costitution day" regionali, nei quali è possibile fondare in un solo giorno anche 200 circoli. Come, ad esempio, è accaduto a Milano, dove lo scorso 6 maggio sono state istituite ben 130 nuove sedi. In pochi mesi, è stata raggiunta la quota di 3.300 circoli, di cui 1.800 nuove aperture. «I nostri sono numeri plausibili», sottolinea Luca Angelantoni, responsabile dell’ufficio stampa nazionale. E di questo passo, i cinquemila della Brambilla non sono troppo lontani. La creatura di Dell’Utri è cambiata in maniera radicale, nome incluso: "Associazione nazionale Circoli del Buon Governo". All’interno di essa rientrano adesso tanto i Circoli giovani nati nel 2002, e fortemente sviluppati tra le nuove leve del partito, quanto i Circoli (senior), i primi ad essere costituiti otto anni fa. Alla crescita delle sedi è corrisposta quella degli iscritti, ormai prossimi ai 35mila. Si tratta per lo più - a detta di Angelantoni - di giovani trentenni. Anche per questo, la politica dell’associazione è stata quella di mantenere basse le quote annuali di partecipazione, che oscillano tra i 20 e i 60 euro. Vista la rivoluzione organizzativa in atto, maggiore è il ruolo riconosciuto al coordinamento nazionale, e maggiori i fondi necessari per svolgere le attività connesse. Tanto che per la fine dell’anno si attende il primo bilancio consolidato. Molti meno, sulla carta, i Club Liberal di Ferdinando Adornato, nati nel 2003 sulla scia del progetto culturale della rivista omonima. Sono circa ottanta quelli sparsi sul territorio nazionale. L’eseguità del numero complessivo di sedi non deve però ingannare rispetto al peso specifico del movimento. Ogni club infatti vanta in media trecento iscritti, con una media anagrafica sotto i quarant’anni. Il totale nazionale arriva a 24.000 soci. Certo, un numero distante dalle corazzate organizzative di Brambilla e Dell’Utri, ma comunque da non sottovalutare. Al momento della fondazione, ricorda Adornato, ogni nuova entità, con le quote associative, deve garantire un fondo di mille euro, che entra a far parte della disponibilità del comitato nazionale. I soldi che avanzano servono per finanziare le attività del club locale. Francesco Nariello, Salvatore Patriarca