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 2007  agosto 19 Domenica calendario

Una signora in smoking. Il Sole 24 Ore 19 agosto 2007. « strano. Se lei fosse un ragazzo verrebbe considerato straordinariamente bello», aveva detto Thomas Mann quando gli avevano presentato la scrittrice Annemarie Schwarzenbach, sobriamente vestita da uomo

Una signora in smoking. Il Sole 24 Ore 19 agosto 2007. « strano. Se lei fosse un ragazzo verrebbe considerato straordinariamente bello», aveva detto Thomas Mann quando gli avevano presentato la scrittrice Annemarie Schwarzenbach, sobriamente vestita da uomo. Un’abitudine eccentrica e una tentazione irresistibile, come prova il documentato libro di Valeria Palumbo. Nell’Ancien Régime per una donna fingersi uomo era un crimine punito con relativa indulgenza, se non implicava il lesbismo. Dagli archivi giudiziari risulta che le imputate spiegavano la loro singolare scelta con una serie di motivi. Si andava dal bisogno di proteggere la propria virtù in un ambiente maschile alla volontà di seguire l’amato anche nelle battaglie o addirittura di combattere. Numerose amazzoni popolano il Seicento. Perfino la figlia del fratello del re, la Grande Mademoiselle, non esita a sostituire il pigro genitore alla testa dell’esercito della Fronda. In fondo tutte, indiscriminatamente, si sentono eredi della più illustre travestita, Giovanna d’Arco. Il lesbismo non è inseparabile dal travestimento. Persino la celebre Mademoiselle de Maupin – fonte dell’omonimo romanzo di Théophile Gautier ”, un’attrice barocca nota per i suoi duelli con gli uomini, alterna agli amori per le compagne quelli, non meno vivi, per gli uomini. Ogni martedì alla corte russa della zarina Elisabetta gli uomini devono presentarsi vestiti da donne e viceversa. «L’effetto», scrive Palumbo, «era grottesco e non sfuggiva ai poveri cortigiani». Durante la Rivoluzione francese, le donne tentano più volte di combattere come soldati. La più ardente sostenitrice del loro intervento era la bella Théroigne de Méricourt. Vestita virilmente per «avere l’aria di un uomo e sfuggire all’umiliazione di essere donna», viene sculacciata dalle popolane giacobine e impazzisce. Quando finalmente, nel 1793, per le vaste perdite subite dalle truppe rivoluzionarie, ottengono il permesso di arruolarsi, la Convenzione prescrive di arrestare le donne in licenza sorprese in uniforme maschile. Nell’Ottocento il travestimento si diffonde nell’élite artistica. Sullo yacht «Montecristo» di Dumas padre, Emilie Cordier, amante dello scrittore, si pavoneggia in fantasiose uniformi da ammiraglio di velluto viola. Garibaldi farà da padrino al frutto di quella bizzarra crociera. Balzac scandalizza i torinesi, presentandosi in un albergo con un cameriere troppo sinuoso. una giovane intellettuale, spiega, che ha adottato quegli abiti per la prima e l’ultima volta, per viaggiare in incognito. Del resto George Sand, grande amica dello scrittore, si esibisce provocatoriamente sui boulevard parigini in costume da dandy, con un sigaro in bocca. entusiasta degli stivali da uomo: «Avrei dormito volentieri senza togliermeli». Il pretesto – gli indumenti maschili sono meno costosi di quelli femminili e consentono di girare da sole di notte – è lo stesso invocato molti anni dopo da Rachilde, autrice di un libro dal titolo eloquente, Monsieur Vénus. Sui suoi biglietti da visita si può leggere: «Rachilde, uomo di lettere». Lo scandalo sollevato dal suo abbigliamento maschile e dal topo ammaestrato che si porta dietro le apre il mondo letterario di Parigi. Qualcosa è cambiato. La legge della fin-de-siècle prevede alcune eccezioni: una donna che desidera o deve indossare i calzoni per motivi professionali, può fare una richiesta al commissariato di polizia e ottenere un permesso speciale. Sono in molte a chiederlo e poche a ottenerlo, tra cui Sarah Bernahrdt, attratta dai ruoli maschili sul palcoscenico. Il marito di Colette, Willy, cinico lanciatore di talenti, spinge la moglie a vestirsi da uomo. La scrittrice posa in una serie di foto con i pollici infilati nel taschino del gilet e uno sguardo sfrontato. In altre immagini appare in divisa da marinaio. Solo i riccioli denunciano l’artificio. ancora più facile scambiare per un uomo la sua amante Missy, marchesa de Morny. Pallida e cupa, i capelli corti pettinati da uomo, Missy non disdegna talvolta dei baffi posticci fatti con i peli del cane preferito. Del resto la bellissima Natalie Barney, regina della Parigi saffica, non aveva esitato a travestirsi da paggio per penetrare in casa di una grande cortigiana dell’epoca, Liane de Pougy. il trionfo di quello che Cocteau chiama «il sesso soprannaturale della bellezza». Nel Novecento vengono aperti una serie di locali riservati esclusivamente alle donne. Al «Monocle», un famoso dancing di Parigi, le amazzoni ballano in smocking con i capelli lisciati dalla brillantina e il monocolo. un clima, un contagio: persino l’ascetica Simone Weil, invitata all’Opera, si rifiuta di indossare l’abito da sera e si fa fare uno smoking. Nero, naturalmente. Giuseppe Scaraffia