La Repubblica 22/08/2007, pag.10 PIERO COLAPRICO, 22 agosto 2007
Il corpo spostato, l´auto misteriosa i tasselli mancanti al puzzle del delitto. La Repubblica 22 agosto 2007
Il corpo spostato, l´auto misteriosa i tasselli mancanti al puzzle del delitto. La Repubblica 22 agosto 2007. GARLASCO - Qualsiasi investigatore, senza la polizia scientifica e gli accertamenti tecnici, davanti a una tragedia come quella di Chiara Poggi a Garlasco, rischia di essere frastornato dagli indizi contraddittori. L´analisi dei dettagli dell´omicidio, avvenuto tra le 9.30 e le 11 del 13 agosto, sono davvero di difficile interpretazione. La fiducia della vittima Chiara è in pigiama quando apre la porta della sua villetta, dove dorme da sola perché fratello e genitori sono in vacanza. E volta le spalle a chi entra. Lo si deduce dal fatto che non ha alcun segno sulle braccia: non le ha mai alzate per difendersi. Viene colpita da dietro, poi sulla fronte a destra, sulla mascella a sinistra e poi ancora centrata da un fendente al cervelletto. Il sangue sgorga copioso. La fuoriuscita è tale da rendere un po´ difficile la certezza assoluta dell´ora. Chi ha ucciso trascina il corpo di questa ragazza minuta per mezzo metro. Poi la solleva, ma per poco e l´abbandona a metà delle scale che portano in cantina. Perché questo comportamento dell´assassino? Perché ritiene quello che sta facendo una fatica inutile? Perché è debole (una donna) e non ce la fa più? Ma il punto è anche un altro: che cosa avrebbe mai fatto una ragazza descritta così semplice e normale per meritare una morte simile? La ferocia dell´assassino Chiara ha aperto la porta a un lupo travestito da agnello. Un lupo che la conosce da molto tempo e da molto tempo la odia: forse perché lei è perfetta e chi l´ha uccisa no. a questo «teorema» che pensano i detective. E questo discorso non fa pensare affatto al fidanzato (si amavano), ma a qualcuno o qualcuna che non sopportava lei e il suo modello di vita umile e vincente. L´auto in fuga Una vicina nota che la mattina del 13 le finestre di casa di Chiara - «Le apriva sempre seguendo lo stesso ordine» - restano chiuse. Nota una bicicletta nera da donna (sinora la ricerca è stata vana). Ma - e questa testimonianza i carabinieri l´hanno tenuta segreta - c´è anche un´altra donna che nota qualcosa. Sta in casa e sente l´inconfondibile rumore di una macchina che fa manovra a tutta birra, un´inversione in fondo alla strada cieca dove si affacciano le villette. Non vede il modello, ma ricorda l´ora: più o meno, tra 11,30 e le 11,45. Chiara è già morta. questa testimonianza che determina le indagini sulla Golf di Alberto, la Bmw e la Berlingo dei genitori. Ma anche il comportamento del ragazzo, da «cuore in inverno», impressiona i marescialli dell´Arma. Niente sangue sulle scarpe Alberto lascia la fidanzata a dormire da sola nella casa deserta. La mattina, quando non la sente, non si agita. Chiama, chiama, lei non risponde al telefono e lui va a vedere di persona solo alle 13.45. Arriva, scavalca, entra. Lancia l´allarme immediato, ma non si avvicina al corpo. Sotto le suole delle sue scarpe non c´è traccia di sangue. Il sangue, certo, è secco. Ma ce n´è tanto. Possibile che non resti neanche un´inezia? L´alibi da verificare «Non ho niente da nascondere, facciano tutti accertamenti del caso», dice lui. E ai carabinieri dice anche che l´ha vista, Chiara, ed era «pallida». Ma in realtà il viso di Chiara è ormai coperto dal sangue uscito dalle ferite: è uscito ora che il cadavere è stato messo in un´altra posizione, con la testa più in basso del busto. Che cosa ha visto dunque Alberto? E dov´era la mattina? Dice a casa a studiare. Ma a Internet non s´è mai collegato. Il suo computer sta per essere analizzato: forse non sa che anche dei file cancellati resta traccia. Alle 10.30 ha ricevuto una telefonata da sua madre. Inutile l´analisi sui cellulari: su Garlasco c´è un´unica cellula del satellite. La telefonata fatta a casa di Chiara, secondo cui qualcuno sembra rispondere, pare sia frutto di un guasto sulla linea. Gli estranei nell´ombra I nuovi compagni di lavoro di Chiara sono stati rintracciati dai carabinieri: tutti in vacanza o lontani da Garlasco. Quindi, se non è stato qualcuno di famiglia, o qualcuno che lei conosceva, chi poteva essere in confidenza tale con Chiara da farsi aprire la porta di casa dalla ragazza in pigiama? Al momento, negozianti e vicini sembrano esclusi. E non risultano amicizie di cui non fossero a conoscenza i parenti e il fidanzato. L´attesa dei Ris Nei telefilm americani ogni investigatore ha i risultati di esami complessi in un paio d´ore. In realtà servono giorni, se non mesi. Tutti i Dna repertati in questi giorni saranno utilizzati per capire anche se chi ha ucciso, dopo essersi sporcato di sangue, abbia fatto una doccia a casa della vittima (gli scarichi spesso rivelano dettagli importanti, come avvenne nel caso della famiglia Carretta scomparsa a Parma). Il problema è «datare» i reperti in una casa dove forse la vittima, tante volte, ha offerto da bere e da mangiare a chi l´avrebbe uccisa con una determinazione parente più della follia che dello scatto d´ira. PIERO COLAPRICO