Varie, 26 agosto 2007
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Nardone Carmine
• Benevento 12 marzo 1947. Politico • «Agronomo, ecologista e appassionato di tecnologia, con preferenza per i satelliti. E con un carattere difficile. Lui stesso ammette che ogni tanto gli scappa il ”vaffa...”. [...] ha mandato a quel paese tutto il consiglio provinciale di Benevento. Dimettendosi, perché la maggioranza, la ”sua” maggioranza di centrosinistra, aveva detto no al progetto di costruire due centrali pilota per la produzione dell’energia con le biomasse. [...] primo di sette fratelli di una famiglia di contadini, sposato, con due figli, ha da sempre un sogno: ”la legalità, la sicurezza e lo sviluppo ecocompatibile”. Con un occhio allo spazio. ”Le immagini degli incendi di Patti e di tutto il Sud in fiamme trasmesse nei giorni scorsi, il Tg1 le ha prese dalla nostra stazione di monitoraggio satellitare, il Marsec”. Già, Carmine Nardone, alla sua gente si era addirittura messo in testa di fornire ”nuovi servizi dallo spazio”. ”Noi sulla nostra provincia – sostiene orgoglioso – possiamo addirittura volare, per controllare se si sviluppa un incendio o se cresce l’abusivismo edilizio. Vediamo dal Polo Nord al Kenia”. Perciò può persino sorgere il sospetto (’ma io non faccio nessuna dietrologia”) che ci siano anche altre motivazioni dietro la rivolta del consiglio provinciale che il 20 luglio 2007 lo ha costretto a dimettersi da presidente della Provincia di Benevento, dopo che tutti i partiti hanno bocciato il suo piano. E il suo carattere difficile riaffiora. ”Mediazioni?, No, grazie”. Si è dimesso e basta. E la provincia verrà commissariata. ”Ne hanno dette di stupidaggini: che gli impianti avrebbero rovinato il paesaggio, le coltivazioni. A me lo dicono, che l’agricoltura è la mia passione”. Laurea in Agraria a Portici, con specializzazione in ricerche economico-agrarie all’Istituto Rossi Doria. Ha fatto il ricercatore al Formez e alla Fao. Comunista per caso agli inizi degli anni Ottanta, ai tempi del terremoto dell’Irpinia, principalmente perché ”volevo qualcosa di diverso dall’esistente”, che allora era ed è rimasta a lungo solo la Dc. Che rapporto ha con De Mita? ”Qualche volta l’ho visto alla Camera, qui non c’è mai venuto. Dopo anni è venuto Mastella”. Con Mastella, ammette, ”ci sono state criticità”, l’Udeur «pesa» circa il 20 per cento nella zona. Si è sentito lasciato solo dalla sua maggioranza? Risponde diplomaticamente: ”Con Bassolino ci sono state due fasi: la sua prima consiliatura era più istituzionale, la seconda, questa, più politica. Ma questi non sono nemici, sono solo persone che hanno pesato”. Parlamentare del Pci e poi dei Ds dall’87 al ”98 (’Quella di Montecitorio è l’unica esperienza che non rifarei”). Ha rischiato anche di fare il ministro dell’Agricoltura nel primo governo Prodi, ”ma incombevano i casi Parmalat e Cragnotti, e io che avevo denunciato le truffe dell’Aima, le truffe del latte senza mucche, forse non andavo bene, ma ora diranno che sono rancoroso”. Già l’accusa è sempre quella: ”Bravo, bravissimo, innovativo, ma che brutto carattere!”. Come se il simbolo di Benevento non fosse un toro impennato. ”Ma mia moglie Maria Rosaria e i miei figli Alessandro e Francesco convivono felicemente con me da trent’anni”. Si definisce così: ”Debolissimo con i deboli, la mia migliore amica è una ragazza down, una ragazza straordinaria. Ma con i tipi furbini, no, non ci sto: insomma mi viene fuori il vaffa”. Il brutto carattere gli ha fatto cacciare gli abusivi che occupavano due strutture che adesso a Benevento sono diventati due musei. Ha finito di costruire la tangenziale, ”ferma da trent’anni”. E una diga «’lasciata sbriciolare vuota, ora è piena d’acqua”. E poi c’è il satellite, le borse di studio per i ricercatori sanniti negli Usa, gli impianti innovativi per l’energia. Adesso tornerà al Formez perché ”al Sud lo sviluppo non si fa con l’usato e con il passato”, cioè copiando il Nord. Ma puntando sul futuro, l’innovazione, la tecnologia, la ricerca. Accordi ne ha fatti con la Columbia University, con ditte tedesche e israeliane, con la Nasa, e persino con la Provincia di Bergamo, per di più amministrata dal centro destra. ” che a me piace la diversità, a me piacciono le persone diverse”. Veltroni dice che nel Pd vorrebbe persone libere... Allarga le braccia, ironico: ”Io sono sicuramente fuori dagli schemi, forse troppo...”» (Maria Antonietta Calabrò, ”Corriere della Sera” 26/8/2007).